Batteri per fossa biologica: indagine indipendente su 24 attivatori e su cosa è successo a chi li ha usati
- La nostra indagine su chi ha usato un attivatore: 49 lo hanno comprato per la puzza e per 37 è sparita, 10 l'hanno sentita diminuire, 6 raccontano che è tornata dopo due giorni o due settimane.
- L'effetto arriva in poche ore per 4, in giorni per 9, in settimane per 10; 14 non hanno visto nulla e 3 hanno chiamato comunque l'autospurgo; 5 dicono di non chiamarlo più, ma 0 hanno misurato il fango.
- Nella confezione: 0 su 24 attivatori dichiarano quali batteri contengono, 6 danno un numero in 4 unità non confrontabili, 11 promettono meno spurghi senza una cifra.
- Un anno di dosi costa da 19,14 € a 46,40 €; uno spurgo 250-450 €, ma i costruttori delle vasche lo impongono comunque, almeno una volta all'anno.
- I batteri che servono li versate già voi: circa cento miliardi per grammo di feci, 400 specie; su 48 fosse seguite per 12 mesi gli additivi non hanno cambiato nulla.
Agosto 2005, forum di edilizia. Un uomo ha appena sostituito la vecchia fossa in cemento con una Imhoff di plastica e chiede cosa versarci dentro prima di usarla. In ferramenta gli hanno detto che ogni costruttore di vasche ha il suo attivatore; il costruttore della sua non ha saputo spiegargli niente. Gli risponde un utente qualsiasi, con la prudenza di chi non ha titoli.
L'attivatore potrebbe servire, ma una volta si usava riempire d'acqua la fossa biologica, senza aggiungere alcun altro attivatore (eppure il letame stallatico - miglior attivatore in assoluto - era facilmente reperibile) e non mi è mai giunta notizia di alcun malfunzionamento delle fosse.
Discussione «Attivatore di fossa biologica», forum edilizioVent’anni dopo la domanda è identica, e noi la riceviamo ogni settimana. Così, fra luglio e settembre 2026, abbiamo fatto un’indagine per conto nostro, senza produttori né ditte di spurgo di mezzo. Abbiamo preso i 24 attivatori per fossa biologica in vendita in Italia e li abbiamo esaminati uno per uno, etichetta, dose, ingredienti, promesse e prezzo, verificando i prezzi in quattro catene di vendita. Abbiamo raccolto le testimonianze di 153 persone che li hanno comprati e versati nella loro fossa, e le abbiamo classificate una per una: con quale problema erano partite, dove hanno usato il prodotto, dopo quanto tempo hanno visto qualcosa, se il problema è tornato, se hanno cambiato la dose e se hanno chiamato lo spurgo. Abbiamo letto per intero l’unico test di laboratorio pubblicato, i regolamenti europei che dovrebbero disciplinare queste etichette e le schede tecniche dei costruttori di vasche. Quello che abbiamo capito sta in questo articolo, e parte da ciò che la gente ci ha raccontato.
Sei persone raccontano che il problema è tornato, e sono le sei storie che valgono di più, perché contengono l'unica misura che questo mercato produce: la durata dell'effetto. Dodici giorni per una pastiglia che le istruzioni dicevano di mettere ogni quindici; una settimana per dei sacchetti comprati dopo aver provato diversi prodotti contro un odore che risaliva dalle tubazioni; due giorni per chi scrive semplicemente che dopo due giorni torna; due settimane per un neutralizzatore di odori che poi, dice chi lo usa, difende dalla rete fognaria; e per un prodotto liquido da versare nei tubi, ogni volta che il cattivo odore si ripresenta, che è un modo elegante di dire sempre. Una colonia batterica che si insedia in una vasca da alcuni metri cubi non ha una data di scadenza di dodici giorni. Un profumo, un tensioattivo o un sifone riempito d'acqua sì, ed è la scala di tempo che le sei storie raccontano tutte, indipendentemente dalla marca.
Tre persone dicono cosa fanno quando l'effetto finisce: aumentano la dose. La più esplicita ha ricomprato il prodotto molte volte, lo usa una volta a settimana, adatta le dosi all'utilizzo della fossa e le aumenta finché scompaiono tutti gli odori, dosando anche a metà settimana se l'odore ricompare. Un'altra, in due in casa, ha usato tre pastiglie e dopo una settimana sentiva ancora odore dallo scarico della doccia, mentre il prodotto precedente aveva risolto in un paio di giorni con una sola applicazione. Una terza ha usato grosse quantità di prodotto in una fossa ferma da tempo senza risolvere niente. È il comportamento che si ha con un deodorante: se non basta, se ne mette di più, e quando finisce se ne mette ancora. Con una colonia batterica funzionerebbe al contrario, perché una colonia che si è insediata non ha bisogno di rinforzi ogni settimana; e infatti la fossa, che di batteri ne riceve cento miliardi per grammo a ogni scarico, non ne ha.
Le confezioni, su questo punto, non aiutano e anzi confondono. Per lo stesso scopo sette prodotti prescrivono una dose a settimana e sei una al mese, nove non dicono ogni quanto. Wc Net chiede una capsula a settimana per una casa fino a quattro persone e il doppio nel primo mese se la fossa è nuova o appena spurgata; ECO-TRAP una dose ogni 30 giorni, cinque misurini per una fossa da 4 m³; Biolatrin QUICK un sacchetto al mese; Eparcyl una bustina a settimana; Mr. Bacteria vende due polveri da 500 g, una da 25 g ogni 2 m³ al mese e l'altra da quattro misurini a settimana, sedici volte di differenza per la stessa promessa. Quando la dose di un principio attivo varia di un ordine di grandezza fra prodotti equivalenti, o il principio attivo non conta, o nessuno l'ha misurato. Le sei ricadute e le tre dosi aumentate suggeriscono la prima ipotesi.
C'è poi la dose d'urto, che quasi tutte le confezioni prescrivono all'avvio o dopo lo spurgo e che moltiplica la spesa del primo anno. Wc Net chiede di raddoppiare il trattamento durante il primo mese se la fossa è inattiva, nuova o appena spurgata; Bevil prescrive una scatola intera con due dosi a settimana fino a rimettere in stato; Fulcron, fuori dallo scaffale online, 3 bustine dopo alcuni giorni e altre 3 dopo altri 3 giorni per una fossa nuova, e 4 bustine più altre 4 il giorno dopo per una fossa piena; Mr. Bacteria triplica la prima dose a 3 misurini. Nessuna confezione spiega su quale base la dose d'urto sia doppia, tripla o quadrupla, e i manuali dei costruttori, che pure descrivono l'avvio della vasca, chiedono soltanto di riempirla d'acqua pulita: la vasca galleggia se è vuota, non se manca la bustina. Chi legge le tre storie delle dosi aumentate dopo aver letto queste istruzioni capisce che il cliente non sta sbagliando: sta facendo esattamente ciò che l'etichetta gli ha insegnato.
Perché si compra un attivatore per fossa biologica: la puzza, quasi sempre
Settantotto delle 153 testimonianze dicono perché il prodotto è stato comprato, 75 no. Fra le 78, il motivo è uno solo nella maggioranza dei casi: la puzza. Quarantanove lo hanno preso per un cattivo odore, 14 come manutenzione preventiva della fossa, 8 per un ingorgo o uno scarico lento, 4 per il grasso in cucina o nel degrassatore, 2 per riattivare una fossa ferma da tempo, 1 perché la fossa non scaricava più. Il fango, cioè la cosa che l’attivatore dovrebbe digerire secondo l’etichetta, non è il motivo dell’acquisto quasi per nessuno: si compra perché il bagno puzza.
69 esiti «risolto», 22 «migliorato», 14 «nessun effetto», 5 in attesa, 43 senza esito descritto («ottimo», «ok», «arrivato»). 75 persone non dicono nemmeno quale problema avessero. 16 esperienze vengono da altri paesi.
Le storie di chi compra per la puzza si somigliano, e la più completa è quella di una casa al piano terra.
Per ora lo butto una volta a settimana nello scarico, abitando al piano terra appena deve venire a piovere butta su una puzza tremenda, tanto che il bagno di giú mi diventava inutilizzabile e non ci potevo entrare...ho notato che le blatte fuori dove confluiscono le acque sono sparite e al primo temporale, nessun odore sgradevole dal mio bagno al pian terreno! Assolutamente promosso e mai piú senza!
Racconto di un acquirente, Wc Net Fosse BiologichePuzza che sale quando sta per piovere, bagno al piano terra, blatte dove confluiscono le acque: è la descrizione da manuale di uno sfiato che non tira e di un sifone che si svuota con la pressione atmosferica, come spieghiamo nella guida ai cattivi odori della fossa biologica. Che la capsula abbia coinciso con la fine della puzza è quello che la persona ha visto; che l’abbia causata è un’altra domanda, e le storie messe in fila aiutano a farsela.
Cosa succede dopo: dalle poche ore alle tre settimane
Trentacinque persone dicono quando hanno visto qualcosa. Quattro parlano di poche ore, nove di giorni, dieci di settimane, quattro di mesi, otto di anni di uso continuato. I tempi più corti sono anche i racconti più sorprendenti.
Comprato per riattivare una fossa biologica di una casa in campagna e dopo poche ore dall'applicazione, la parte fangosa si è trasformata in acqua. Mi ritengo soddisfatto e lo consiglio
Racconto di un acquirente, ECO-TRAPIl fango che diventa acqua in poche ore non è un fenomeno che la digestione anaerobica conosca: i batteri metanogeni, quelli che chiudono il ciclo, hanno tempi di crescita di 4-5 giorni, e uno studio su 48 fosse reali seguite per 12 mesi non ha trovato differenze nell’accumulo di fango fra vasche trattate e non trattate. Quello che può succedere in poche ore è che la crosta galleggiante si rompa e la superficie sembri liquida: la stessa cosa che fa un secchio d’acqua. Le storie sui giorni sono più prudenti.
L'ho messo il giorno stesso ( sono passati 3 giorni ) e nn si sente piu la puzza, da notare che ho messo una bara due capsule in: bidet,lavandino, batter e doccia e lavandino cucina..
Racconto di un acquirente, Bio TabsDue capsule in ogni sifone della casa, e la puzza sparisce in tre giorni. La persona non se ne accorge, ma ha appena descritto il rimedio più efficace contro gli odori di scarico, che è riempire d’acqua i sifoni asciutti: la capsula ci è entrata insieme all’acqua che serviva per scioglierla. E poi ci sono le settimane.
Lo sto usando da 2-3 settimane, è fino ad ora mi sembra che funziona. Di solito prima della poggia c'era un odore sgradevole nei bagni, adesso non c'è più! Direi che è un ottimo prodotto.
Racconto di un acquirente, BactPro BactSepticDi nuovo l’odore prima della pioggia, cioè la pressione atmosferica che cala e spinge l’aria della fossa su per gli scarichi. Su 49 persone che avevano un problema di odore, 37 dicono che è sparito e 10 che è diminuito: è un risultato altissimo per qualunque prodotto, e va preso sul serio. Ma va letto insieme a quello che le stesse persone raccontano qualche settimana dopo.
Quando la puzza torna: due giorni, dodici giorni, due settimane
Sei persone raccontano che il problema è tornato, e sono le sei recensioni più utili del lotto, perché misurano senza volerlo quanto dura l’effetto.
Le istruzioni dicono di mettere una pastiglia ogni 15gg ma dopo circa 12gg giorni si è cominciato a risentire odore. Ora vediamo la seconda, forse bisogna prendere "il giro".
Racconto di un acquirente, Bio TabsPurtroppo, da qualche mese, un cattivo odore risale dalle tubazioni e dopo aver provato diversi prodotti, ho deciso di acquistare questi sacchetti. L’effetto è durato solo una settimana, dopodiché il problema si è ripresentato, infatti non mi ha sorpreso più di tanto, e nel complesso non lo ritengo un prodotto particolarmente efficace.
Racconto di un acquirente, Faren Melt Bio BagDodici giorni, una settimana, due giorni per chi scrive «Dopo.2 gg torna», due settimane per un altro, «ogni volta che il cattivo odore si ripresenta» per chi usa un prodotto liquido nei tubi. Una colonia batterica che si insedia in una vasca non ha una data di scadenza di dodici giorni; un profumo, un tensioattivo o un sifone riempito d’acqua sì. E tre persone raccontano cosa fanno quando l’effetto finisce: aumentano la dose.
Funziona e l’ho ricomprato molte volte, va’ usato regolarmente una volta a settimana, le dosi vanno adattate all’utilizzo della fossa e comunque per funzionare bene bisogna aumentarle fino a quando scompaiono magicamente tutti gli odori. A volte è necessario dosarli anche in mezzo alla settimana se l’odore ricompare.
Racconto di un acquirente, BactPro BactSepticAumentare finché l’odore sparisce e ridosare quando torna è la descrizione esatta di un deodorante ad abbonamento. È anche, va detto, la descrizione di un cliente soddisfatto: la recensione ha cinque stelle, e chi la scrive ha ricomprato il prodotto molte volte.
| Racconto | Dopo quanto è tornato | Cosa ha fatto la persona |
|---|---|---|
| Pastiglia prescritta ogni 15 giorni | 12 giorni | mette la seconda, «forse bisogna prendere il giro» |
| Sacchetti contro l'odore dalle tubazioni | una settimana | non lo ritiene efficace |
| Bustine mensili | 2 giorni | non del tutto soddisfatta |
| Neutralizzatore di odori | 2 settimane | continua, «difende dalla rete fognaria» |
| Liquido per i tubi | ogni volta che si ripresenta | lo riusa ogni volta |
| Polvere settimanale | a metà settimana | aumenta la dose finché l'odore sparisce |
Sei ricadute dichiarate, tre dosi aumentate, e una scala di tempo, da due giorni a due settimane, che è quella di un sifone che si asciuga o di un profumo che svanisce, non di una colonia batterica. Le confezioni intanto prescrivono per lo stesso scopo una dose a settimana in sette casi e una al mese in sei, e nove non dicono ogni quanto: nessuna spiega perché la propria frequenza sia quella giusta, e il cliente la scopre da solo, con il naso.
Chi non ha visto niente, e chi ha chiamato comunque l’autospurgo
Quattordici persone non hanno visto nessun effetto, e altre 22 un effetto parziale: più di una su cinque. Le formule si ripetono: non serve a nulla, nessuna differenza rispetto a prima, un palliativo non risolutivo, pensavo funzionasse meglio. Qualcuno ha provato ad alzare la dose, senza risultato.
Pur avendo usato grosse quantità di prodotto, non mi ha risolto affatto ul problema
Racconto di un acquirente, ECO-TRAPTre di loro sono arrivate alla fine della storia, che è il camion.
Per quanto mi riguarda non ha funzionato ,ma forse perché era troppo ostruito lo scarico.Alla fine ho dovuto chiamare l'autospurgo.
Racconto di un acquirente, StarwaxNon ho notato cambiamenti dopo mesi di uso nella fossa settica. A me sembra che non abbia funzionato in quanto dopo qualche mese ho dovuto cambiare la ditta di espurgo. Forse avrei dovuto usarne di più? Non posso dare un giudizio negativo ma neanche positivo.
Racconto di un acquirente, Saratoga«Forse avrei dovuto usarne di più?» è la frase che i venditori di attivatori dovrebbero incorniciare: il prodotto non ha fatto niente per mesi, e il dubbio del cliente è su se stesso. Chi aveva un tappo meccanico nello scarico, come il primo, ha scoperto che nessun batterio scioglie un tappo meccanico, e che la strada era la sonda, come spieghiamo nella guida alla fossa intasata. Chi aveva la fossa piena di fango, come il secondo, ha scoperto che il fango esce solo con l’autobotte.
I cinque che dicono di non chiamare più lo spurgo
Sono la prova che un venditore citerebbe, e vanno letti per intero.
Per quanto riguarda l'efficacia non ho dubbi: da quando lo uso non ho dovuto più chiamare lo spurgo per liberare la fossa biologica quando prima era appuntamento fisso annuale. Un bel risparmio!
Racconto di un acquirente, Wc Net Fosse BiologicheHo finalmente eliminato la chiamata del servizio spurghi! Ma non fate mai mancare l'invio dei granuli quando necessario
Racconto di un acquirente, SaniDENNLo uso da 6 anni e non ho ancora dovuto svuotare mai la mia fossa settica.
Racconto di un acquirente, Envii FOG KlearGli altri due: una casa in montagna dove il prodotto si compra ogni anno e lo spurgo non è mai stato chiamato, e un utente di Saratoga che da anni non chiama più il camion. In nessuno dei cinque racconti c’è un livello del fango, una data dell’ultimo spurgo, un’ispezione. Il primo chiamava lo spurgo ogni anno per «liberare» la fossa, cioè per un ingorgo, non per il fango; il terzo descrive sei anni senza svuotamento, che per la scheda tecnica di Starplast, dove l’autospurgo è periodicamente obbligatorio almeno una volta all’anno, sono cinque spurghi saltati, non evitati. Il fango è materia solida, in buona parte inorganica, e si accumula comunque: la guida allo svuotamento della fossa biologica spiega cosa succede quando arriva al tubo di uscita. Non stiamo dicendo che i cinque mentano: stiamo dicendo che non guardano dentro la vasca, e che la vasca non avvisa finché non è troppo tardi.
Il dubbio più lucido, del resto, lo ha scritto nel 2013 chi non aveva ancora comprato niente.
le pastiglie della wc net tanto reclamizzate che effetto hanno? la ditta spurghi -guardacaso- le sconsiglia, altri dicono che così facendo hanno risolto e non chiamano più gli spurgatori.
Discussione «Fossa biologica - 36567», forum edilizioCosa abbiamo capito, in cinque righe
Primo: l’attivatore si compra per la puzza e si giudica sulla puzza, e sulla puzza spesso funziona per qualche giorno, perché l’acqua che lo scioglie riempie i sifoni. Secondo: l’effetto ha una scadenza, da due giorni a due settimane, che è quella di un sifone o di un profumo, non di una colonia batterica. Terzo: chi aveva un tappo o una fossa piena ha risolto con la ventosa, la sonda o l’autobotte, e il prodotto è arrivato dopo. Quarto: nessuna delle 153 persone ha guardato il fango, e chi dice di non chiamare più lo spurgo lo dice senza aver misurato niente. Quinto, e ci arriviamo ora: le confezioni non dicono cosa contengono, e la legge glielo permette.
Cosa c’era nelle confezioni che hanno comprato
Se l’esperienza di 153 persone dice che il prodotto agisce sull’odore per qualche giorno o settimana e che nessuno vede cosa succede al fango, la confezione dovrebbe dire cosa c’è dentro. Abbiamo confrontato le 24 in vendita, etichetta per etichetta.
Le sei cariche dichiarate sono «decine di miliardi di batteri per applicazione» (BactPro), «Oltre 5 miliardi di batteri in una compressa» (SaniDENN), «più di 1.000 milioni di microrganismi per grammo» (Neusol), «oltre 10 miliardi di microrganismi per litro» (Biolor): quattro unità che non si possono confrontare senza il peso della dose. Gli undici che promettono meno spurghi lo fanno con cinque verbi, diminuisce, riduce, rinvia, distanziare, limitare, e nessun numero.
Nessuna delle 24 confezioni dice quale batterio si sta comprando. Si legge «batteri specifici e resistenti alle basse temperature», «microrganismi naturali non OGM», «batteri non patogeni», «micro organismi ed enzimi selezionati»: aggettivi, mai un nome. Le uniche schede italiane che nominano un genere, Bacillus, sono quelle dei prodotti professionali che non si trovano sullo scaffale, come Fulcron o Italsan, e sono anche le uniche che usano l’unità con cui si contano i batteri in laboratorio: Fulcron dichiara 50 milioni di UFC per millilitro, Actibiol 100 milioni per millilitro, Italsan 800 milioni per grammo. Sullo scaffale, invece, Starwax vende una «Manutenzione biologica» il cui elenco ingredienti, lasciato in francese, contiene due conservanti isotiazolinonici, cioè sostanze il cui mestiere è impedire ai microrganismi di crescere nel flacone; Diavolina, «a base di batteri ed enzimi», porta il pittogramma «Provoca grave irritazione oculare»; Mr. Bacteria vende due polveri da 500 g, il No.1 da dosare 25 g ogni 2 m³ una volta al mese e il No.2 quattro misurini a settimana, sedici volte di differenza per la stessa promessa.
È tutto legale, ed è la parte più interessante. La Commissione europea, nel documento che accompagna il nuovo Regolamento detergenti, scrive dei prodotti con microrganismi che “There are no requirements to document, characterise or manage the risks, or to inform users about the presence of microorganisms in the products via the label or otherwise”: nessun obbligo di documentare né di informare, in etichetta o altrove, perché il Regolamento (CE) 648/2004 è del 2004 e questi prodotti sono arrivati dopo. I microrganismi non si registrano sotto REACH e non si classificano sotto CLP; il Regolamento biocidi si applica solo ai disinfettanti. Il Regolamento (UE) 2026/405 copre espressamente i detergenti con microrganismi, ma si applica dal 23 settembre 2029. Fino ad allora, l’etichetta che dice tutto e quella che non dice niente sono ugualmente legali, e sullo scaffale vince la seconda.
Quanto costa un anno, e quanto costa lo spurgo che non evita
Il prezzo sullo scaffale non dice niente, perché le confezioni durano da un mese a un anno. Il numero che conta è la spesa annua con la dose che il produttore stesso prescrive, e si può calcolare solo dove la confezione dà dose, frequenza e durata: dieci prodotti su 24.
| Prodotto | Conto (dose e durata di etichetta) | Spesa annua |
|---|---|---|
| Wc Net 72 capsule | 26,50 € ÷ 72 × 52 capsule (1 a settimana per 1-4 persone) | 19,14 € |
| Envii FOG Klear 12 pastiglie | 1 al mese: 19,99 € | 19,99 € |
| Faren Melt Bio Bag 6 bustine | 1 al mese, prezzo Leroy Merlin: 10,90 € × 2 | 21,80 € |
| L'Arbre Vert 420 g | «6 mesi»: 11,79 € × 2 | 23,58 € |
| BactPro BactSeptic 1,3 kg | «fino a un anno per 4 persone»: 25,99 € | 25,99 € |
| Wc Net 20 capsule | 10,40 € × 52 ÷ 20 | 27,04 € |
| Biolatrin QUICK 400 g | «Sufficiente per 1 anno»: 29,99 € | 29,99 € |
| Bevil BIO FOSS 750 g | «6 mesi»: 17,70 € × 2 | 35,40 € |
| SaniDENN 52 compresse | «12 mesi» (1 a settimana per 3 m³): 42,99 € | 42,99 € |
| Eparcyl 20 sacchetti | 17,40 € × 12 ÷ 4,5 mesi | 46,40 € |
Il conto usa solo ciò che la confezione dichiara: dose, frequenza e durata. Dove il misurino non ha un peso o la dose non è scritta (ECO-TRAP, Biolatrin Classic, Neusol, Diavolina, L'Arbre Vert, Bio Tabs) il conto non si può fare, e non lo facciamo.
Fra 19 e 46 euro l’anno, mediana 26. È poco, ed è esattamente il motivo per cui il prodotto funziona commercialmente: costa meno di un decimo di uno spurgo, che per una fossa da 3.000 litri i listini italiani mettono fra 250 e 450 euro. Se bastasse una scatola l’anno per rinviarlo, sarebbe l’affare del secolo. Il problema è che lo spurgo non è opzionale: la scheda tecnica della fossa Imhoff di Starplast lo definisce periodicamente obbligatorio almeno una volta all’anno; il manuale Rototec chiede l’estrazione del fango di fondo ogni 6-12 mesi; e lo stesso Rototec, che vende un bio-attivatore promettendo una riduzione degli spurghi fino al 60%, non prevede nel manuale alcuna eccezione per chi lo usa. Il confronto onesto è fra due scenari su più anni: pagare l’attivatore e fare comunque la manutenzione, oppure fare solo la manutenzione. Nessuna etichetta lo propone, perché richiederebbe di ammettere che lo spurgo resta in calendario.
L’unica prova di laboratorio: un brevetto contro Wc Net
Nessuna delle 153 testimonianze contiene una misura, e in nessuno studio, scheda o regolamento esiste una misura fatta in una fossa reale. Esiste un solo confronto con numeri, ed è nella domanda di brevetto US20090017524A1 di una cartiera italiana che ha sviluppato una carta igienica caricata di spore batteriche e, per dimostrarne l’efficacia, l’ha messa a confronto con il prodotto più venduto in Italia. Tre barattoli da mezzo litro di acqua con zucchero e nutrienti, a 35 gradi, un foglio di carta igienica al giorno per 15 giorni: il barattolo A riceveva solo acqua, il barattolo C Wc Net Fosse Biologiche alla dose del produttore, il barattolo B la carta del richiedente. Si misurava il COD, cioè quanta sostanza organica restava nell’acqua.
| Giorno | A: sola acqua | B: carta del richiedente | C: Wc Net Fosse Biologiche |
|---|---|---|---|
| 0 | 950 | 950 | 950 |
| 3 | 1.340 | 1.280 | 2.010 |
| 6 | 1.410 | 1.390 | 1.980 |
| 9 | 3.500 | 765 | 3.027 |
| 12 | 2.490 | 498 | 3.500 |
| 15 | 2.880 | 444 | 3.108 |
COD in mg/L; 3.500 è il massimo misurabile con il metodo. La conclusione del brevetto è una riga: “The treatment performed with “WC Net Fosse Biologiche” proved ineffective”. Al decimo giorno, nel barattolo trattato con Wc Net la carta era ancora intera, come in quello con sola acqua. Chi ha fatto il test vende l’alternativa, i barattoli non sono fosse e l’acqua zuccherata non è un refluo: ma è l’unico confronto misurato che esista, e dice che il prodotto più venduto d’Italia, alla dose di etichetta, non si è distinto dall’acqua, mentre un altro prodotto nelle stesse condizioni ha ridotto il COD del 86%. Cosa c’è dentro conta, ed è esattamente ciò che nessuna confezione dice. Cosa ci fosse nel 2008 lo aveva scoperto un camperista chiedendo la scheda di sicurezza al produttore.
1% - 5% IRON(II) SULFATE HEPTAHYDRATE CAS: 7782-63-0 EC: 231-753-5 Xn; R22 1% - 5% MANGANESE(II) SULFATE MONOHYDRATE N.67/548/CEE: 025-003-00-4 CAS: 10034-96-5 EC: 232-089-9 Xn,N; R48/20/22-51-53
Discussione «Disgregante?!», forum CamperOnLineSolfato di ferro e solfato di manganese, sali minerali: dei batteri, nella parte classificata della scheda, non c’era traccia, perché i batteri non si classificano. Cosa ci sia oggi nella capsula lo abbiamo ricostruito nella guida dedicata a Wc Net Fosse Biologiche.
I cento miliardi che avete già
Perché la domanda, in fondo, è biologica, e la biologia risponde con un numero che nessuna confezione può battere. I batteri che fanno funzionare una fossa arrivano dall’intestino di chi abita la casa: un grammo di feci umane ne contiene nell’ordine di cento miliardi, di circa 400 specie diverse, e una persona ne produce fra 100 e 200 grammi al giorno. Un prodotto trovato al terzo posto su Google per «batteri fossa biologica» dichiara con orgoglio circa 100.000 batteri vivi per grammo: un milione di volte meno di quello che la famiglia versa gratis a ogni scarico. Una pubblicazione della Washington State University, alla domanda sui nuovi impianti, risponde che non occorre aggiungere alcun batterio speciale. La Virginia Tech aggiunge il rischio che nessuna etichetta menziona: certi enzimi disgregano la crosta di grassi che galleggia in superficie e la mandano verso la dispersione nel terreno, l’unica parte dell’impianto che non si può lavare. Cosa danneggi davvero la flora lo dicono le soglie: per uno sturatubi chimico bastano 0,1 mg/L per ridurre di dieci volte la concentrazione batterica, mentre la candeggina agisce a 1,85 mL/L e dopo dosi massicce la popolazione si è ripresa entro 60 ore. Il gesto gratuito che conta più di ogni bustina è togliere la tavoletta di candeggina dalla cassetta dello sciacquone.
Cosa faremmo noi al posto vostro
È la domanda che ci arriva più spesso, e la risposta che diamo è sempre la stessa, perché in tutto il lavoro fatto su settica.it non abbiamo mai trovato una storia che la smentisca. Prima di comprare qualsiasi bustina, si guarda dove sta la puzza: se sale da un lavandino o da una doccia che si usa poco, si riempie d’acqua il sifone e si aspetta un giorno; se sale da tutti gli scarichi quando cambia il tempo, si cerca lo sfiato sul tetto, perché nella maggior parte delle case che ci scrivono non c’è o è tappato. Poi si apre il tombino della fossa, cosa che quasi nessuna delle 153 persone ha fatto, e si guarda il fango con un’asta: la scheda Starplast chiede di lasciarne almeno un terzo sul fondo dopo lo spurgo, e quando la crosta e il fango occupano molto più di così, la risposta è l’autobotte, non un additivo. Se lo scarico è lento o bloccato, il primo strumento è la sonda, e la guida alla fossa intasata spiega come usarla. Solo dopo tutto questo, se resta un odore che infastidisce e la vasca è sana, una bustina può avere senso, sapendo che si sta comprando qualche giorno di sollievo e non una manutenzione. E se si compra, si gira la confezione e si cercano due righe: quale batterio e quanti UFC per grammo. Se non ci sono, si compra un aggettivo.
Se state avviando una fossa nuova o appena spurgata, l'unica operazione utile è riempirla d'acqua pulita prima del primo utilizzo, come chiedono i manuali dei costruttori: serve a evitare che la vasca galleggi o si deformi, non a inoculare batteri. Quelli arrivano con il primo scarico.
Ho letto le 153 testimonianze una per una, e non ne ho trovata una che dica che l'attivatore non serva: quasi tutte dicono che ha tolto la puzza, e io ci credo. Quello che nessuna dice è cosa è successo alla fossa, perché nessuno guarda dentro la fossa. La puzza sparisce in tre giorni perché i sifoni si sono riempiti d'acqua insieme alla capsula; torna dopo dodici giorni perché i sifoni si sono asciugati di nuovo; e chi non chiama più lo spurgo lo scopre il giorno in cui il fango arriva al tubo di uscita. Non serve una legge per scegliere, anche se dal 2029 una legge ci sarà: basta girare la confezione e cercare due righe, quale batterio e quanti UFC per grammo. Se non ci sono, si sta comprando un aggettivo. Io faccio quello che diceva l'utente del 2005: riempio d'acqua, uso la fossa, lascio lavorare i cento miliardi per grammo che ho già, controllo lo sfiato se puzza, e i 26 euro l'anno li metto da parte per lo spurgo, che è l'unica manutenzione che nessuno studio e nessun manuale ha mai dichiarato inutile.
Come si è svolta l’indagine
A luglio 2026 abbiamo pubblicato la prima versione di questa guida, basata sugli studi scientifici sugli additivi e sui forum italiani letti dal 2005 in poi. Fra agosto e settembre siamo andati oltre. Abbiamo esaminato i 24 attivatori in vendita in Italia uno per uno, annotando per ciascuno carica dichiarata e sua unità, specie, ingredienti, dose, frequenza, durata, promesse su odori, ingorghi e spurghi, claim ambientali, e ne abbiamo verificato i prezzi in quattro catene di vendita il 14 settembre 2026. Abbiamo raccolto 153 testimonianze di acquirenti verificati, 16 delle quali da altri paesi, e le abbiamo classificate a mano una per una per problema di partenza, luogo d’uso, tempo dell’effetto, esito, ricaduta, dose e spurgo. Abbiamo calcolato il costo annuo solo dove dose, frequenza e durata sono dichiarate dal produttore. Abbiamo letto per intero il brevetto US20090017524A1, la valutazione d’impatto della Commissione europea sul Regolamento detergenti, i regolamenti REACH, CLP e biocidi, il Codice del consumo e le schede tecniche di Starplast, Rototec, Fulcron e Italsan. Quello che non abbiamo fatto, e lo diciamo: misure in una fossa nostra. Le uniche misure che esistono sono nel brevetto, e le abbiamo riportate così come sono.
Sei persone lo dicono: 12 giorni, una settimana, 2 giorni, 2 settimane, e «ogni volta che si ripresenta». È la scala di tempo di un sifone che si asciuga, non di una colonia batterica.
Cosa fa la gente quando torna?Aumenta la dose: tre lo raccontano, una fino a dosare a metà settimana se l'odore ricompare. È il comportamento che si ha con un deodorante.
Ogni quanto si usa, secondo le confezioni?Sette prescrivono una dose a settimana, sei una al mese, nove non lo dicono. Wc Net una capsula a settimana per 1-4 persone; ECO-TRAP una dose ogni 30 giorni; Biolatrin QUICK un sacchetto al mese.
Perché frequenze così diverse?Nessuna confezione lo spiega. Fra i due prodotti di Mr. Bacteria, No.1 a 25 g ogni 2 m³ al mese e No.2 a quattro misurini a settimana, c'è un fattore sedici per la stessa promessa.
Serve la dose d'urto?Molte confezioni raddoppiano o triplicano la prima dose. Nessuno studio indipendente misura che serva, e i manuali dei costruttori chiedono solo di riempire d'acqua la vasca nuova.
Una colonia batterica ha una scadenza?No: una colonia insediata non ha bisogno di rinforzi ogni settimana. La fossa ne riceve cento miliardi per grammo a ogni scarico.
Le istruzioni chiedono una dose d'urto?Quasi tutte: Wc Net raddoppia il primo mese, Bevil prescrive una scatola intera, Fulcron 3 bustine più altre 3, Mr. Bacteria triplica la prima dose. Nessuna spiega perché, e i manuali delle vasche chiedono solo di riempirle d'acqua.
Le testimonianze sono affidabili?Sono di acquirenti verificati e le riportiamo parola per parola. Non dicono la verità sulla fossa, perché nessuno l'ha aperta: dicono la verità su ciò che la persona ha sentito, di solito con il naso, e su quanto a lungo l'ha sentito.
Domande frequenti
Gli attivatori per fossa biologica funzionano contro la puzza?
Nell'esperienza di chi li ha comprati, spesso sì, almeno per un po'. Nella nostra indagine, 49 persone li hanno presi per l'odore: 37 dicono che è sparito, 10 che è diminuito, 1 non ha visto niente. L'effetto arriva in poche ore per alcuni e in due o tre settimane per altri, e 6 raccontano che la puzza è tornata dopo due giorni, dodici giorni, una o due settimane. Il motivo è che l'odore, nella maggior parte delle case, dipende dallo sfiato e dai sifoni, non dai batteri: si veda la guida ai cattivi odori.
Gli attivatori riducono davvero gli spurghi?
Nella nostra indagine cinque persone dicono di non chiamare più lo spurgo, ma nessuno di loro ha misurato il fango, e uno racconta sei anni senza mai svuotare la fossa, che secondo qualsiasi manuale andava svuotata almeno cinque volte. Tre hanno chiamato comunque l'autospurgo. Undici confezioni su 24 promettono meno spurghi senza dare una cifra; l'unica cifra, «fino al 60%» di Rototec, contraddice il manuale della stessa Rototec, che prescrive l'estrazione dei fanghi ogni 6-12 mesi.
Quanto ci mette un attivatore a fare effetto?
Trentacinque acquirenti dicono quando hanno visto qualcosa: 4 in poche ore, 9 in giorni, 10 in settimane, 4 in mesi, 8 parlano di anni di uso. Le confezioni non danno un tempo, e le dosi vanno da una capsula a settimana a una bustina al mese per lo stesso scopo. Chi ha fretta aumenta la dose: tre acquirenti raccontano di averlo fatto finché l'odore è sparito.
Quanto costa un anno di attivatore?
Con la dose e la durata scritte sulla confezione, per una casa di quattro persone, da 19,14 € (Wc Net, scatola da 72 capsule) a 46,40 € (Eparcyl), mediana 26,52 € sui dieci prodotti per cui il conto si può fare. Uno spurgo di una fossa da 3.000 litri costa 250-450 €, ma resta obbligatorio: la scheda Starplast lo prescrive almeno una volta all'anno.
Cosa c'è dentro un attivatore per fossa biologica?
Nessuna delle 24 confezioni in vendita che abbiamo aperto dice quale batterio contiene. Sei danno un numero, ma in quattro unità diverse (per applicazione, per compressa, per grammo, per litro). La legge europea non obbliga a dichiarare nulla: i microrganismi restano fuori dal Regolamento detergenti del 2004, dal REACH e dal CLP fino al 23 settembre 2029, quando si applicherà il Regolamento (UE) 2026/405.
Devo aggiungere batteri a una fossa nuova?
No. I batteri arrivano con le acque nere: ogni grammo di feci umane ne contiene circa cento miliardi, di 400 specie diverse. Un prodotto venduto online dichiara circa 100.000 batteri vivi per grammo, un milione di volte meno. L'unica operazione utile all'avvio è riempire la vasca d'acqua, come chiedono i manuali dei costruttori, perché non galleggi.
Ricercatore ed editor di trattamento acque domestiche
Ricerca e cura guide indipendenti sugli impianti di trattamento domestico delle acque reflue, confrontando normativa (D.lgs 152/2006), prezzi reali e esperienze degli utenti.