Guida · Italia

Puzza di fogna: quasi mai è la fossa, quasi sempre è l'aria

In sintesi
  • L'acqua che cade nella colonna viaggia a 10-14 m/s e si trascina dietro 8-15 volte il proprio volume d'aria: se quell'aria non entra dallo sfiato, entra dai sifoni.
  • La guardia idraulica del sifone è di soli 50 mm d'acqua (75 mm in alcuni sistemi), e in un bagno inutilizzato evapora di circa 1,5 mm al giorno.
  • La valvola aeratrice fa passare l'aria in una sola direzione, verso l'interno. Non può far uscire i gas, e non sostituisce lo sfiato a tetto.
  • Che dal terminale sul tetto esca odore è fisiologico: lo sfiato serve proprio a questo. Deve sporgere almeno 30 cm dalla falda e stare lontano dalle finestre.
  • L'idrogeno solforato si sente a frazioni di ppm, ma a 100 ppm paralizza l'olfatto in 2-15 minuti. Non si entra mai in una fossa.
Da sapere

Che dal terminale sul tetto esca cattivo odore non è un guasto: è la definizione del terminale. Dentro la vasca i batteri anaerobici degradano la materia organica e generano inevitabilmente gas maleodoranti, fra cui l'idrogeno solforato con il suo odore di uova marce; lo scopo tecnico della ventilazione, scrivono le fonti, è precisamente sfiatare all'esterno i cattivi odori che si sviluppano dai liquami. Il problema, semmai, è dove quel terminale finisce. Le norme chiedono che lo sfiato sporga almeno 30 cm oltre una copertura a falde e almeno 2 metri sopra il piano di un terrazzo abitabile; una fonte indica 20 cm sopra la copertura. E soprattutto va tenuto lontano dalle finestre: uno sfiato regolamentare che sbuca a un metro dalla camera da letto rispetta il disegno e rovina il sonno.

Novembre 2016, forum di idraulica. Un uomo racconta che dopo aver fatto il cappotto termico alla villetta, la puzza in bagno è diventata permanente.

Chi ha fatto il cappotto dice che non c'erano gli sfiati mentre l'idraulico che ha fatto la casa dice gli sfiati c'erano; quello al primo piano consiste in un tubo della corrente che parte dall'innesto del wc/colonna di scarico e va verso l'alto (la colonna di scarico termina all'altezza del wc) come si usava negli anni 70;

Discussione «PROBLEMA - CON CAPPOTTO ESTERNO CHIUSO SFIATO DEL WATER», forum di idraulica

Ha provato la soluzione che tutti provano, e riporta con onestà il risultato.

Ho provato a far mettere nel lavabo un sifone con una valvola che “tira aria” ma nessun risultato o forse è peggio;

Discussione «PROBLEMA - CON CAPPOTTO ESTERNO CHIUSO SFIATO DEL WATER», forum di idraulica

Non è sfortuna. Quella valvola non poteva funzionare, e la ragione è scritta nelle norme tecniche. Vale la pena partire da lì, perché la puzza di fogna in casa non è quasi mai un problema di batteri, di fossa o di prodotti: è un problema di aria.

Cosa succede quando tiri lo sciacquone

Dentro una colonna di scarico l’acqua non scende: precipita. Le fonti tecniche stimano la sua velocità in 10-14 m/s nella colonna verticale, contro gli 0,5-1,5 m/s delle diramazioni orizzontali. E non scende da sola: si trascina dietro un volume d’aria pari a 8-15 volte quello dell’acqua scaricata.

Quell’aria deve arrivare da qualche parte. In un impianto fatto bene arriva dallo sfiato, cioè dalla colonna di ventilazione che prosegue oltre l’ultimo apparecchio e sbuca sul tetto. Se lo sfiato non c’è, o è stato tappato, l’aria viene presa dall’unico altro punto disponibile: i sifoni degli apparecchi.

E i sifoni sono difese modestissime. La guardia idraulica minima prescritta è di 50 mm — cinque centimetri d’acqua — e sale a 75 mm nei sistemi di scarico classificati di tipo III o per certi apparecchi sanitari. Cinque centimetri: è tutto ciò che separa la tua camera da letto dalla colonna fognaria. Basta una depressione decisa perché quell’acqua venga risucchiata nel tubo, ed è il fenomeno che i tecnici chiamano autosifonaggio.

Ecco perché la puzza compare dopo un cappotto, dopo un rifacimento del tetto, dopo una ristrutturazione: nessuno ha toccato la fossa, qualcuno ha tolto il respiro all’impianto.

10-14 m/svelocità dell'acqua nella colonna
8-15 voltel'aria trascinata dall'acqua
50 mmla guardia idraulica del sifone
1,5 mm/ggevaporazione a bagno chiuso

L’altro modo in cui il sifone si svuota: da solo

Non serve nemmeno una depressione. In un bagno che non viene usato — la casa al mare, la stanza degli ospiti, il locale caldaia — l’acqua del sifone evapora al ritmo di circa 1,5 millimetri al giorno. Cinquanta millimetri di guardia idraulica, a quel ritmo, spariscono in poco più di un mese.

È il motivo per cui la casa chiusa d’inverno accoglie con un odore che «prima non c’era», e per cui il rimedio più efficace di tutta questa pagina è gratuito: prima di partire, e al rientro, apri l’acqua di ogni scarico poco usato per qualche secondo. Hai appena ricostruito la barriera.

Il caso dell'impianto nuovo Marzo 2020: un proprietario installa degrassatore, fossa Imhoff e filtro percolatore, tutto nuovo, e dopo tre mesi l'odore dagli sfiati continua. Ha provato enzimi e bicarbonato, senza risultato. La spiegazione tecnica è controintuitiva: l'impianto sta funzionando. I batteri anaerobici producono gas maleodoranti, e la ventilazione serve proprio a mandarli fuori. Il problema non è la flora della vasca, ed è per questo che nessun additivo poteva cambiare qualcosa: il problema è dove sbuca il terminale, quanto sporge, e a che distanza sta dalle finestre. Non c'era da correggere una biologia, c'era da spostare un tubo.
Cosa chiedere all'impresa del cappotto Se hai fatto o stai per fare un cappotto termico, chiedi per iscritto dove finiscono i terminali di sfiato e come verranno prolungati. È una domanda banale prima dei lavori e un contenzioso dopo: nel caso del 2016 il cappottista sosteneva che gli sfiati non ci fossero, l'idraulico che li aveva installati sosteneva il contrario, e il proprietario si è ritrovato con una puzza permanente e nessuno a cui rivolgersi. Una fotografia del tetto prima dei lavori vale, in questi casi, più di qualunque perizia successiva.

La valvola aeratrice: cosa fa davvero, e cosa non farà mai

Qui si concentra il malinteso più costoso, e la documentazione tecnica lo scioglie in una riga.

La valvola di aerazione a membrana serve a compensare la depressione che si forma nelle tubazioni durante lo scarico, proteggendo la guardia idraulica dei sifoni dall’autosifonaggio. Le membrane si aprono soltanto in presenza di depressione, per far entrare aria prelevandola dall’ambiente in cui la valvola è installata. Appena il flusso finisce e la pressione si riequilibra, si richiudono per gravità, sigillando il tubo e impedendo la fuoriuscita di gas e cattivi odori.

Il flusso, cioè, è unidirezionale e va verso l’interno. Una valvola aeratrice è una via d’ingresso per l’aria, mai un’uscita per i gas. Serve a impedire che la colonna si beva i tuoi sifoni; non serve a mandare via l’idrogeno solforato che si forma nella vasca, perché quello deve uscire dal terminale sul tetto, e da nessun’altra parte.

Detto in modo brutale: chi installa una valvola aeratrice sperando di eliminare la puzza sta mettendo una valvola di non ritorno su una condotta che ha bisogno di espirare. Nella migliore delle ipotesi non cambia nulla. Nella peggiore, come annota il proprietario del forum, «forse è peggio», perché la casa continua a non avere un punto da cui i gas possano andarsene.

La norma, del resto, dà anche il dimensionamento: la portata d’aria della valvola dev’essere almeno 8 volte la portata totale di progetto quando è installata su una colonna di scarico. È un componente serio, con un compito preciso. Solo che il compito non è quello che gli si chiede.

Lo sfiato deve puzzare (e deve farlo lontano)

Arriviamo al secondo forum, marzo 2020. Un uomo ha appena installato un impianto completo e nuovo: degrassatore, fossa Imhoff, filtro percolatore.

Stanno lavorando da tre mesi ma l'odore di fogna proveniente dagli sfiati continua, ho provato di tutto (enzimi, bicarbonato ecc ) ma nessun risultato, nonostante sia stato fatto tutto a regola d'arte.

Discussione «Odori sgradevoli dalla fossa biologica», forum edilizio

La risposta è quasi controintuitiva: l’impianto sta funzionando esattamente come deve. Dentro la fossa i batteri anaerobici degradano la materia organica e generano inevitabilmente gas maleodoranti, fra cui l’idrogeno solforato con il suo odore di uova marce. Lo scopo tecnico della ventilazione, scrivono le fonti, è precisamente sfiatare all’esterno i cattivi odori che si sviluppano dai liquami. Che dal terminale esca puzza non è un guasto: è la definizione del terminale.

Il guasto, semmai, è dove quel terminale finisce. Le norme tecniche chiedono che lo sfiato sporga almeno 30 cm oltre una copertura a falde, e almeno 2 metri sopra il piano di un terrazzo abitabile o di un tetto piano; una fonte indica 20 cm sopra la copertura, e già questa piccola discordanza dice quanto vale, in materia, leggere il documento invece del riassunto. E soprattutto: il terminale va tenuto lontano dalle finestre. Uno sfiato regolamentare che sbuca a un metro dalla camera da letto rispetta il disegno e rovina il sonno.

Enzimi e bicarbonato, in questo scenario, non avevano alcuna possibilità. Non c’era niente da correggere nella flora: c’era da spostare un tubo. È lo stesso errore che porta a comprare additivi batterici sperando che risolvano un problema di idraulica.

Quando invece l’odore entra in casa

Se la puzza non arriva dal tetto ma dal bagno, l’ordine dei controlli è questo, e nessuno richiede di aprire il portafogli.

Il sifone di ogni apparecchio contiene acqua? Riempilo e aspetta. Se l’odore torna dopo qualche giorno in una stanza poco usata, è evaporazione. Se torna subito dopo ogni scarico di un altro apparecchio, è autosifonaggio: la colonna non respira e ti sta rubando la guardia idraulica.

La colonna prosegue oltre l’ultimo apparecchio e sbuca sul tetto? Guarda dall’esterno. Se il tubo termina all’altezza del water, come si usava negli anni Settanta, l’impianto non è ventilato e ogni scarico è una piccola aspirazione a spese dei sifoni.

Qualcuno ha lavorato di recente sulla facciata, sul tetto o sul sottotetto? È la domanda che risolve il caso del 2016, ed è la prima da fare. Un cappotto termico è un’opera che copre superfici, e i terminali di sfiato sono tubi che sporgono.

Solo dopo, e solo se tutto questo è a posto, ha senso guardare alla vasca: uno strato di fanghi che ha superato i due terzi della capacità, o un degrassatore mai pulito, producono più gas del dovuto e caricano lo sfiato oltre misura.

L’odore come sistema d’allarme che si spegne

C’è una parte di questa storia che non riguarda il comfort ma la sicurezza, e va detta chiaramente perché in Italia si continua a morire nelle fosse.

L’idrogeno solforato si percepisce a concentrazioni bassissime: le fonti scientifiche collocano la soglia olfattiva in frazioni di parte per milione — 0,0005 ppm secondo un testo tecnico sugli impianti fognari, 0,0047 ppm come soglia percepita dal 100% di un gruppo di analisi, e un intervallo di 0,01-1,5 ppm per il tipico sentore di uova marce. Ci sono anche pagine commerciali che indicano la soglia olfattiva a 5 ppm: è un errore grossolano e pericoloso, perché a quella concentrazione altre fonti segnalano già l’inizio di effetti avversi.

Il punto è il seguente. Man mano che la concentrazione sale, il gas smette di avvertirsi. A 50 ppm il naso non riesce più ad apprezzare le differenze di intensità. A 100 ppm o più l’H2S paralizza il nervo olfattivo per esaurimento dei recettori, e la vittima perde la capacità di percepire il gas in un tempo compreso fra 2 e 15 minuti. Oltre 700 ppm l’odore diventa inavvertibile, e qualche fonte lo descrive perfino come quasi piacevole.

Un gas che si annuncia a frazioni di ppm e diventa invisibile quando è letale è la definizione di trappola. Per questo la regola è una sola e non ammette eccezioni: nella fossa non si entra, sul boccaporto aperto non ci si china, e lo svuotamento lo fa un’impresa attrezzata. Se l’odore in casa è forte e improvviso, la risposta non è profumare: è aprire le finestre e cercare da dove entra.

Nessuna normativa italiana o europea fissa un valore limite di legge per l'idrogeno solforato in aria ambiente: ci si affida alle linee guida internazionali. L'assenza di un limite non significa assenza di rischio — significa che nessuno verrà a misurartelo, e che la prudenza spetta a te.

L'analisi dell'editor

Se dovessi riassumere dieci anni di forum italiani sulla puzza di fogna in una frase, sarebbe questa: tutti trattano la fossa, nessuno guarda il tubo che sale sul tetto. L'impianto di scarico è un sistema che respira, e ogni volta che scarichi gli chiedi di inspirare otto-quindici volte il volume dell'acqua che stai buttando. Se non gli dai una bocca, se la prende dai sifoni. Il cappotto termico degli ultimi anni ha creato una generazione di case che puzzano senza motivo apparente, e la diagnosi costa una scala e cinque minuti sul tetto. La valvola aeratrice è un ottimo prodotto per il problema sbagliato: apre in entrata, chiude in uscita, e chi la installa contro gli odori ha appena pagato per sigillare meglio ciò che voleva aprire. Prima di comprare qualsiasi cosa, riempi tutti i sifoni e guarda dove finisce la colonna.

È normale che lo sfiato sul tetto puzzi?

Sì: serve proprio a sfiatare all'esterno i gas che si sviluppano dai liquami. Deve però sporgere almeno 30 cm oltre una copertura a falde e almeno 2 metri sopra un terrazzo abitabile.

E se l'odore rientra dalla finestra?

Allora il terminale è posizionato male. Non si risolve con additivi nella vasca: si prolunga o si sposta il tubo, tenendolo lontano dalle aperture.

L'odore è più forte quando cambia il tempo.

È tipico: la pressione atmosferica influenza il tiraggio della colonna. Se l'impianto è ventilato bene, però, la variazione non basta a farti sentire la fogna in bagno.

Ho svuotato la fossa e la puzza resta.

Allora la causa non era il livello dei fanghi. Se l'odore esce dagli sfiati, l'impianto lavora e il terminale è posizionato male; se entra in casa, un sifone è vuoto o la colonna è in depressione.

Domande frequenti

Perché la casa puzza di fogna dopo aver rifatto il cappotto o il tetto?

Perché è probabile che sia stato chiuso o coperto lo sfiato della colonna di scarico. Quando l'acqua cade nella colonna viaggia a 10-14 m/s e trascina con sé un volume d'aria pari a 8-15 volte quello dell'acqua scaricata. Quell'aria deve entrare da qualche parte: se lo sfiato sul tetto non c'è più, la depressione la preleva dall'unico punto disponibile, cioè dai sifoni, svuotandoli. Da quel momento la colonna comunica direttamente con il bagno.

Quanta acqua trattiene un sifone?

La guardia idraulica minima prescritta è di 50 mm, cioè 5 centimetri d'acqua, e sale a 75 mm nei sistemi di scarico di tipo III o per certi apparecchi. È tutto ciò che separa la tua casa dalla colonna fognaria. In un bagno non utilizzato quell'acqua evapora al ritmo di circa 1,5 mm al giorno, e in poco più di un mese la barriera sparisce da sola.

La valvola aeratrice risolve la puzza?

No, e capire perché evita di buttare via soldi. La valvola di aerazione a membrana si apre soltanto quando dentro il tubo c'è depressione, per far entrare aria; appena la pressione si riequilibra si richiude per gravità, impedendo la fuoriuscita dei gas. Il flusso è unidirezionale, in entrata. Serve a proteggere i sifoni dall'autosifonaggio, non a sfiatare i cattivi odori: quelli devono uscire dal terminale sul tetto.

È normale che lo sfiato sul tetto puzzi?

Sì. Dentro la fossa i batteri anaerobici degradano la materia organica e producono gas maleodoranti, fra cui l'idrogeno solforato. Lo scopo tecnico della ventilazione è esattamente sfiatare all'esterno quei gas. Il problema non è che lo sfiato emetta odore, ma dove termina: deve sporgere almeno 30 cm oltre una copertura a falde, e almeno 2 metri sopra il piano di un terrazzo abitabile, lontano dalle finestre.

L'odore di fogna è pericoloso?

L'idrogeno solforato si percepisce a concentrazioni bassissime, frazioni di parte per milione. Il pericolo è che a concentrazioni alte smetta di avvertirsi: a 50 ppm il naso non distingue più gli aumenti di intensità, e a 100 ppm o più paralizza l'olfatto in un tempo che va da 2 a 15 minuti. Oltre 700 ppm l'odore può diventare impercettibile o quasi gradevole. Per questo non si entra mai in una fossa, e non si resta chini sul suo boccaporto.

Ho una fossa nuova e puzza lo stesso: gli enzimi servono?

No. Se l'odore esce dagli sfiati, l'impianto sta facendo quello per cui è stato costruito, e il problema è la posizione del terminale o la ventilazione della casa. Se l'odore entra in casa, il problema è un sifone o una colonna che non respira. In nessuno dei due casi la biologia della vasca è la causa, e nessun additivo la corregge.

Marco Rinaldi

Ricercatore ed editor di trattamento acque domestiche

Ricerca e cura guide indipendenti sugli impianti di trattamento domestico delle acque reflue, confrontando normativa (D.lgs 152/2006), prezzi reali e esperienze degli utenti.

Continua a leggere