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Spurghi a Milano: quattro listini a confronto, e la domanda che conta davvero non è quanto costa ma chi paga

In sintesi
  • Listini milanesi pubblicati, IVA esclusa: diritto di chiamata 50 €, disostruzione a partire da 150 €, fognatura con Canal-Jet da 250 € in un listino e da 120€ a 250€ in un altro, videoispezione domestica da 180 € oppure circa 70 euro per scarichi semplici e fino a 300 euro per reti complesse, spurgo pozzi da 200 € o da 150€ a 300€.
  • L'urgenza è la voce che cambia tutto: pronto intervento a partire da 350 €, maggiorazione notturna +50% e festiva +75% in un listino, dal 30% al 50% in un altro. Chi lavora a ora chiede € 120,00/ora netti per il Canal-Jet e € 130,00/ora per la pulizia meccanica, più € 1,00/km di trasferta con minimo € 60,00.
  • In condominio la colonna verticale è comune finché serve più appartamenti, e le spese si dividono fra i soli allacciati (articolo 1117 e articolo 1123 comma 3). La braga, l'innesto che collega il tuo scarico alla colonna, serve solo il tuo appartamento: la Cassazione con la sentenza 19045 del 2010 la mette al 100% a carico del proprietario esclusivo.
  • Nessuno può addebitarti l'intervento perché sospetta di te. La Cassazione con la sentenza 7890 del 1999 ammette l'addebito al singolo solo con ammissione di responsabilità o accertamento giudiziale; altrimenti si divide fra tutti gli utilizzatori, compreso chi abita al pianterreno e non può materialmente aver causato l'ostruzione.
  • Milano è servita da MM S.p.A. con una rete di 1.644,5 km e due depuratori sopra il milione di abitanti equivalenti ciascuno. L'allacciamento è obbligatorio entro 50 metri per una o due unità abitative e fino a 300 metri oltre le otto; chi si allaccia ha 1 anno dalla notifica e altri 3 mesi per spurgare e sopprimere il pozzo nero.
Il listino che parte da 50 €

Un'impresa attiva fra Milano e Como pubblica: diritto di chiamata 50 €, disostruzione a partire da 150 €, fognatura con Canal-Jet a partire da 250 €, pozzetti a partire da 600 €, videoispezione domestica a partire da 180 € e delle fognature a partire da 250 €, spurgo di pozzi e fosse a partire da 200 €, pronto intervento a partire da 350 €. Maggiorazione notturna +50%, festiva +75%. Tutto IVA esclusa.

Il listino a forbice

Un'impresa fra Milano e Sesto San Giovanni indica la chiamata d'urgenza tra i 50€ e i 120€, la disostruzione con Canal-Jet da 120€ a 250€, la videoispezione HD da 100€ a 200€ e lo spurgo di pozzi e fosse da 150€ a 300€. Sulla sola videoispezione precisa circa 70 euro per scarichi semplici e fino a 300 euro per reti complesse: la stessa voce, quattro volte il prezzo, a seconda di cosa c'è sotto.

Il listino a ore, il più leggibile

Canal-Jet € 120,00/ora netti, che diventano € 132,00 con IVA al 10% e € 146,40 con IVA al 22%; pulizia meccanica € 130,00/ora netti; videoispezione € 106,56/ora con microcamera, € 131,15/ora con telecamera e € 147,54/ora oltre il DN160. A parte: localizzazione sonda € 30,00, trasferta € 1,00/km con minimo € 60,00, ricerca perdite € 100,00/ora, raschiatura calcare € 350,00 per piano.

A Milano lo spurgo ha due prezzi. Il primo è quello del camion, ed è pubblicato: basta leggere quattro listini per sapere cosa costa una disostruzione, una videoispezione o una chiamata alle tre di notte. Il secondo è quello che si scopre dopo, quando la fattura arriva all’amministratore e si apre la vera discussione, che non riguarda l’idraulica ma il codice civile: la colonna è comune o è tua? Paghi tu o pagano tutti? E se l’ostruzione è colpa di qualcuno, chi lo stabilisce?

Questa pagina mette in fila i due prezzi. Prima i numeri, perché sono verificabili. Poi le due sentenze che decidono chi li paga.

I quattro listini, uno accanto all’altro

Tutte le cifre che seguono sono IVA esclusa e vengono da imprese che lavorano su Milano e provincia.

Il primo listino apre con un diritto di chiamata di 50 € e prosegue con la disostruzione a partire da 150 €, la fognatura con Canal-Jet a partire da 250 €, i pozzetti a partire da 600 €, la videoispezione domestica a partire da 180 € e quella delle fognature a partire da 250 €, lo spurgo di pozzi e fosse a partire da 200 € e il pronto intervento a partire da 350 €. Le maggiorazioni sono dichiarate: +50% di notte e +75% nei festivi.

Il secondo, attivo fra Milano e Sesto San Giovanni, colloca la chiamata d’urgenza tra i 50€ e i 120€, la disostruzione con Canal-Jet da 120€ a 250€, la videoispezione HD da 100€ a 200€ e lo spurgo di pozzi e fosse da 150€ a 300€. Sulla sola videoispezione precisa che per scarichi semplici si parla di circa 70 euro e per reti complesse fino a 300 euro.

Il terzo non ragiona a forfait ma a ora, ed è il più istruttivo perché mostra come si forma il conto: Canal-Jet € 120,00/ora netti, che diventano € 132,00 con IVA al 10% e € 146,40 con IVA al 22%; pulizia meccanica € 130,00/ora netti; videoispezione con microcamera € 106,56/ora netti, con telecamera € 131,15/ora e oltre il DN160 € 147,54/ora. A parte si pagano la localizzazione della sonda, € 30,00, la trasferta fuori zona a € 1,00/km con un minimo di € 60,00, la ricerca perdite a € 100,00/ora e la raschiatura del calcare a € 350,00 per piano.

Il quarto, una guida alle tariffe medie milanesi datata 2026, indica per lo spurgo dei pozzi di case singole una forbice tra i 180 e i 350 euro e una maggiorazione per urgenza dal 30% al 50%.

50 €diritto di chiamata, IVA esclusa
€ 120,00/oratariffa oraria netta del Canal-Jet
+50% / +75%maggiorazione notturna e festiva in un listino
350 €da cui parte il pronto intervento

Messi in fila, i quattro listini dicono una cosa sola e la dicono chiaramente: la voce che fa esplodere il conto non è la difficoltà del lavoro, è l’orario della telefonata. La stessa disostruzione che di mattina parte da 150 € diventa un pronto intervento da 350 € più la maggiorazione. Il criterio pratico è banale: se l’acqua non sta entrando in casa, la chiamata può aspettare la mattina. Se sta entrando, si paga la notte e non ci si pensa più. Le maggiorazioni nazionali e cosa comprendono sono in autospurgo, e i prezzi generali di uno svuotamento in svuotamento fossa biologica.

Il rifiuto ha un codice e un prezzo

Quello che il camion porta via viaggia con un formulario di identificazione, in cui l'impresa figura come produttore del rifiuto. I codici sono due: 20.03.04 per i fanghi delle fosse settiche e 20.03.06 per i rifiuti della pulizia delle fognature. Sono due voci diverse e costano diversamente, il che è già un motivo per chiedere quale sia stato applicato al proprio carico. Nei condomìni milanesi il codice corretto è quasi sempre quello della pulizia delle fognature, ed è il più caro dei due.

Le due tariffe di conferimento

Il regolamento tariffario di un'associazione di categoria fissa 30,71 € a tonnellata per il codice 20.03.04 e 67,18 € a tonnellata per il 20.03.06. Il listino generale di un gruppo privato indica per gli stessi codici 70,00 € e 150,00 € a tonnellata. Il costo commerciale è più che doppio, ed è una voce che nel preventivo raramente compare separata.

Cosa chiedere in fattura

Il codice del rifiuto, i metri cubi o le tonnellate conferite e il costo unitario applicato. Non è pignoleria: è l'unica parte del conto che si può confrontare con un tariffario pubblico. Il resto, cioè manodopera e mezzo, si confronta solo con altri preventivi.

La colonna è comune, la braga no

Qui finisce l’idraulica e comincia il codice civile. Per l’articolo 1117 la colonna verticale di scarico è parte comune finché serve la collettività, e le spese di riparazione e spurgo si ripartiscono in millesimi fra i soli condòmini effettivamente allacciati a quella colonna, secondo l’articolo 1123 comma 3, la norma del cosiddetto condominio parziale. Non pagano tutti gli 80 appartamenti del complesso: pagano quelli attaccati a quella colonna.

Poi c’è la braga, che è il pezzo che quasi nessuno sa nominare e che decide la metà delle liti: l’innesto a T o a Y con cui lo scarico del singolo appartamento entra nella colonna verticale. La Cassazione, con la sentenza 19045 del 2010, stabilisce che la braga serve soltanto quell’appartamento, e la spesa di riparazione è quindi al 100% a carico del proprietario esclusivo. Un utente di un forum per la casa lo riassume nel modo più utile che abbia letto: la prima frazione va per esempio dal lavandino alla colonna comune, e quella spesa è a carico del singolo.

Il punto delicato è quando qualcuno dichiara che l’intera colonna è “ad uso esclusivo” di un appartamento. Succede, e non sempre è vero.

salve, sono proprietario di un immobile in condominio.. la colonna di scarico della cucina è ostruita , il mio idraulico mi ha detto che è un problema di colonna e quindi Lui non può risolvere.. l'amministratore una volta fatto uscire gli operai mi ha risposto che è competenza mia , in quanto la colonna è a mio uso esclusivo.. possibile che una colonna di scarico nata con il condominio anche se serve solo il mio scarico non è competenza del condominio stesso per il quale io pago spese ordinarie e no.. grazie Davide

propit.it, discussione "Colonna di scarico ad uso esclusivo di un condomino: chi paga la manutenzione"

In un altro condominio la stessa affermazione è stata smontata da una telecamera. La colonna risultava dai documenti del costruttore ad uso esclusivo dell’appartamento al primo piano, che si vedeva quindi addebitare ogni intervento; finché una videoispezione, eseguita in presenza del rappresentante di scala, ha mostrato in diretta da dove arrivava davvero l’acqua.

Mentre veniva eseguita l'operazione di spurgo e sblocco del materiale residuo, improvvisamente è arrivato sulla colonna interessata uno scroscio d'acqua proveniente da un appartamento dei piani superiori, risultato poi essere quello delle acque grigie di scarico dei "lavelli della cucina" dell'appartamento di mia proprietà smentendo di fatto quanto, in precedenza, attestato dal Costruttore.

propit.it, discussione "Riparto spese disocclusione colonna portante dell'impianto fognario"

Individuata e documentata la causa, un difetto di costruzione, le spese degli spurghi e delle videoispezioni sostenute fino a quel momento sono state richieste a chi ne rispondeva. È la dimostrazione pratica del principio che regge tutto il resto: senza accertamento non c’è addebito.

Nessuno può addebitarti la spesa su un sospetto

La Cassazione, con la sentenza 7890 del 1999, è netta: il costo può essere addebitato al singolo condomino solo in caso di ammissione di responsabilità o di accertamento giudiziale. Fuori da questi due casi la spesa si ripartisce fra tutti gli utilizzatori secondo i millesimi, e questo comprende anche chi abita al pianterreno, che pure non avrebbe potuto materialmente causare un’ostruzione a monte.

Né l’amministratore né l’assemblea possono decidere diversamente perché “si sa” chi butta le salviette nel water. L’amministratore ha il potere di ordinare la disostruzione ordinaria della colonna comune, e fa bene a esercitarlo subito, perché è anche la strada più rapida: quando chiama un singolo condomino l’impresa perde tempo in passaggi inutili. Ma il potere di ordinare l’intervento non è il potere di assegnarne il conto.

Da qui la conclusione controintuitiva di questa pagina: la videoispezione, che sembra una spesa in più, è quasi sempre la spesa che fa risparmiare. Costa circa 70 euro su uno scarico semplice e fino a 300 euro su una rete complessa, e serve a trasformare un sospetto in un accertamento. Vale meno di un’assemblea straordinaria e molto meno di una causa. Cosa manda in blocco una colonna, e cosa non va buttato nel water, sono in fossa biologica intasata e come sturare il water.

Sul fronte proprietario e inquilino la linea è diversa e più semplice: la disostruzione ordinaria e lo spurgo gravano sull’inquilino, le riparazioni straordinarie sul proprietario. Il testo che circola nei forum di condominio elenca lo spurgo insieme alle altre spese ordinarie.

“sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all’ordinaria manutenzione dell’ascensore, alla fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria, allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, nonché alla fornitura di altri servizi comuni”.

Forum Condominio, discussione "Pozzetto condominiale otturato: a chi affidare lo spurgo dei pozzi neri?"

Verso il gestore del servizio idrico, invece, la manutenzione della rete interna resta in capo al proprietario dello stabile. Le due cose non si contraddicono: una regola i rapporti col gestore, l’altra la ripartizione fra chi possiede e chi abita.

La rete di Milano, e i pozzi neri che devono sparire

Il servizio idrico integrato della città è affidato a MM S.p.A., interamente controllata dal Comune, con affidamento fino al 2037. La rete fognaria è prevalentemente unitaria e si sviluppa per 1.644,5 km secondo i documenti della società, a fronte di circa 1.500 km indicati nel regolamento del servizio: una discrepanza modesta, ma utile a ricordare che anche i numeri ufficiali vanno letti con la fonte accanto. La depurazione poggia su Milano Nosedo e Milano San Rocco, entrambi con capacità superiore a 1.000.000 di abitanti equivalenti, per una capacità autorizzata complessiva di 2.486.000 abitanti equivalenti comprensiva del 10% trattato dall’impianto consortile di Peschiera Borromeo.

Chi ha ancora un pozzo nero o una fossa in città o nell’hinterland deve guardare una tabella sola, quella delle distanze dal condotto pubblico. L’obbligo di allacciamento scatta entro 50 metri per edifici da una a due unità abitative, entro 100 metri da tre a quattro, entro 200 metri da cinque a otto e entro 300 metri oltre le otto. A livello lombardo la distanza di riferimento generale è di 50 metri. E c’è un calendario: dalla notifica il proprietario ha 1 anno per allacciarsi e altri 3 mesi per spurgare e sopprimere il pozzo nero o la fossa biologica preesistente. Non è una raccomandazione, è la sequenza che rende regolare l’immobile. Cosa comporta restare fuori dalla fognatura è in casa non allacciata alla fognatura, e le regole generali in normativa della fossa biologica.

Cosa succede al carico dopo, e come si gonfia una fattura

Quello che il camion porta via è un rifiuto e viaggia con un formulario di identificazione, in cui l’impresa figura come produttore. I codici sono due: 20.03.04 per i fanghi delle fosse settiche e 20.03.06 per i rifiuti della pulizia delle fognature. Il conferimento ha un prezzo, e anche qui le due fonti non coincidono. Il regolamento tariffario di un’associazione di categoria fissa 30,71 € a tonnellata per il 20.03.04 e 67,18 € a tonnellata per il 20.03.06. Il listino generale di un gruppo privato indica per gli stessi codici 70,00 € e 150,00 € a tonnellata. Il costo commerciale è più che doppio rispetto alla tariffa dell’associazione, ed è una voce che nel preventivo raramente compare separata.

Il resto della differenza fra un conto onesto e uno gonfiato sta nel metodo di vendita. Una segnalazione sugli interventi urgenti a domicilio riporta un caso in cui per 25 minuti di lavoro sono stati chiesti 976 €, dove il costo reale stimato per quell’abitazione era al massimo 250 €. Un’impresa milanese, dal suo listino, denuncia il meccanismo complementare, quello del prezzo al metro: si attira il cliente con una tariffa da 60 € e poi si dichiara un’ostruzione a 15 metri di profondità, moltiplicando il conto su una misura che il cliente non può verificare. Le altre varianti del raggiro e come farsi mettere per iscritto il preventivo sono in autospurgo.

Analisi della redazione

Di tutta questa pagina, la cifra che consiglio di ricordare non è nessuna delle tariffe: è il costo di una videoispezione, da 70 a 300 euro. In un condominio milanese quella spesa è l'unica che cambia la natura della discussione. Senza, si litiga per anni su chi butta cosa nel water e l'amministratore ripartisce in millesimi perché è l'unica cosa che può fare legittimamente; con, si vede in diretta se l'acqua arriva dalla cucina del terzo piano, e allora l'accertamento esiste e le spese le paga chi le ha causate. È esattamente quello che è successo nel condominio in cui la colonna era dichiarata "ad uso esclusivo" del primo piano: bastava guardare. La seconda cosa che consiglio è più banale e vale ancora di più: non chiamare di notte se l'acqua non sta salendo. Fra un intervento diurno da 150 € e un pronto intervento da 350 € maggiorato del 50% c'è quasi un fattore quattro, e la differenza non è nel lavoro dell'operatore, è nell'orologio.

Quanto costa il diritto di chiamata?

50 € IVA esclusa in un listino milanese; un altro indica la chiamata d'urgenza tra i 50€ e i 120€.

E una disostruzione semplice?

A partire da 150 € IVA esclusa.

Il Canal-Jet in fognatura?

A partire da 250 € in un listino, da 120€ a 250€ in un altro.

Quanto costa la videoispezione?

Da 180 € in un listino; altrove circa 70 euro su scarichi semplici e fino a 300 euro su reti complesse.

Lo spurgo di un pozzo?

A partire da 200 €, oppure da 150€ a 300€ secondo l'impresa.

E i pozzetti?

A partire da 600 € IVA esclusa.

Quanto costa a ora?

€ 120,00/ora netti il Canal-Jet, € 130,00/ora la pulizia meccanica.

La trasferta si paga?

In un listino sì: € 1,00/km netti con un minimo di € 60,00.

Domande frequenti

Quanto costa uno spurgo a Milano nel 2026?

Dipende da cosa chiami e a che ora. Dai listini pubblicati dalle imprese che lavorano su Milano, IVA esclusa: diritto di chiamata 50 €, disostruzione a partire da 150 €, fognatura con Canal-Jet a partire da 250 € in un listino e da 120€ a 250€ in un altro, pozzetti a partire da 600 €, videoispezione domestica a partire da 180 € oppure da 100€ a 200€ secondo l'impresa, spurgo pozzi e fosse a partire da 200 € o da 150€ a 300€. Un'altra guida milanese indica per lo spurgo dei pozzi di case singole tra i 180 e i 350 euro. Chi espone la tariffa oraria chiede € 120,00/ora netti per il Canal-Jet, € 130,00/ora per la pulizia meccanica e da € 106,56/ora a € 147,54/ora per la videoispezione secondo il diametro.

Quanto incide chiamare di notte o in un giorno festivo?

Molto più del lavoro in sé. Un listino milanese applica +50% di notte e +75% nei festivi, un altro parla di una maggiorazione per urgenza dal 30% al 50%, e il pronto intervento parte da 350 € contro i 150 € della disostruzione ordinaria. La differenza tra chiamare alle tre di notte e chiamare alle nove del mattino può quindi valere più del doppio sulla stessa identica operazione. Se l'acqua non sta entrando in casa, la telefonata può aspettare la mattina.

In condominio chi paga la disostruzione della colonna di scarico?

La colonna verticale è comune finché serve la collettività, per l'articolo 1117 del codice civile, e le spese si ripartiscono in millesimi fra i soli condòmini allacciati a quella colonna, per l'articolo 1123 comma 3, quello del condominio parziale. Diverso è il caso della braga, l'innesto a T o a Y che collega il singolo scarico alla colonna: serve solo quell'appartamento, e la Cassazione con la sentenza 19045 del 2010 pone la spesa al 100% a carico del proprietario esclusivo. In pratica: dal lavandino alla colonna paga il singolo, dalla colonna in giù pagano gli utilizzatori.

L'amministratore può addebitare la spesa a un solo condomino?

Non su un sospetto. La Cassazione con la sentenza 7890 del 1999 chiarisce che il costo può essere addebitato al singolo solo in caso di ammissione di responsabilità o di accertamento giudiziale. Fuori da questi due casi la spesa va ripartita fra tutti gli utilizzatori secondo i millesimi, compreso chi abita al pianterreno e non avrebbe potuto materialmente causare l'ostruzione. È anche il motivo per cui la videoispezione conviene a tutti: è l'unico modo di trasformare un sospetto in un accertamento, e costa da 70 a 300 euro contro il costo di una lite.

Paga il proprietario o l'inquilino?

Per la legge sulle locazioni lo spurgo e la disostruzione ordinaria gravano sull'inquilino, mentre le riparazioni straordinarie restano al proprietario. Il testo che circola nei forum di condominio lo dice in modo netto: sono interamente a carico del conduttore, salvo patto contrario, le spese relative allo spurgo dei pozzi neri e delle latrine, insieme a pulizia, ascensore, acqua, energia elettrica e riscaldamento. Attenzione però al piano di sopra: verso il gestore del servizio idrico la manutenzione della rete interna resta in capo al proprietario dello stabile, e questo non contraddice la ripartizione civilistica fra proprietario e inquilino, che è un'altra cosa.

Marco Rinaldi

Ricercatore ed editor di trattamento acque domestiche

Ricerca e cura guide indipendenti sugli impianti di trattamento domestico delle acque reflue, confrontando normativa (D.lgs 152/2006), prezzi reali e esperienze degli utenti.

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