WC Net Fosse Biologiche: cosa c'è davvero nella capsula, quanto costa un anno di dosi, e la promessa che i manuali delle vasche smentiscono
- Nella scheda di sicurezza (Reg. UE 2015/830) l'unica sostanza con una percentuale è il carbonato di sodio, ≥ 3% e < 5%; pH 9 in soluzione all'1%. I batteri sono dichiarati sull'astuccio — «microrganismi essiccati e sali minerali» — ma senza alcuna quantità.
- Nessun cloro in queste capsule. Il cloro è negli altri prodotti della stessa marca: Candeggina Gel 700 ml, le tavolette Candeggina Extra White, l'Energy Gel stura scarichi. È qui che nasce la confusione dei forum.
- Stessa scatola da 12 capsule, prezzi da 8,75 € a 20,30 € secondo il negozio. All'Esselunga il pezzo costa 0,74 €, esattamente la cifra che gli utenti si scambiano sui forum.
- La dose dichiarata è 1 capsula a settimana: 52 all'anno, cioè poco più di quattro scatole da 12. Fra 38 e 88 euro l'anno secondo dove la comprate.
- La promessa «evita le spese di spurgo» convive con i manuali dei produttori di vasche, che prescrivono 1-2 ispezioni l'anno e lo spurgo ogni 6-12 mesi. Due negozi della stessa marca scrivono uno «evita» e l'altro «rinvia».
La fonte da leggere non è l'astuccio ma la scheda dati di sicurezza redatta ai sensi del Regolamento (UE) 2015/830, e quello che vi si trova sorprende: l'unica sostanza con una percentuale dichiarata è il carbonato di sodio, ≥ 3% e < 5%. Il pH è 9 in soluzione all'1% in peso, la densità relativa 1,00 kg/l. Il carbonato di sodio è soda da bucato, un sale alcalino: compare lì perché è la sostanza classificata, non perché sia il principio attivo. I batteri, che sono la ragione per cui il prodotto esiste, stanno nella parte non classificata e sull'astuccio, dove si legge «microrganismi essiccati e sali minerali» e che le capsule «contengono batteri selezionati che aiutano a decomporsi i rifiuti organici».
Manca però il numero. In nessuna delle fonti compare una carica dichiarata — né UFC per grammo né ceppi nominati — il che rende impossibile qualunque confronto numerico con un concorrente. Per un prodotto la cui intera premessa è quanti batteri immette, è un'assenza che vale la pena registrare prima di pagare.
Vale anche la pena leggere il claim con attenzione: una scheda commerciale scrive che il prodotto «potenzia l'azione degli enzimi e scioglie i rifiuti solidi prevenendo gli ingorghi». Potenziare enzimi già presenti e scioglierne i rifiuti sono due affermazioni diverse, e la seconda è quella che fa comprare. Nessuna delle due è accompagnata da un numero verificabile, il che le rende impossibili da smentire e altrettanto impossibili da confermare.
È il prodotto per fosse biologiche più cercato d’Italia e si compra al supermercato accanto ai detersivi, il che spiega perché quasi nessuno legga cosa c’è scritto sull’astuccio. Vale la pena farlo, perché le tre informazioni che contano — cosa c’è dentro, quanto costa un anno di dosi e cosa promette esattamente — si trovano tutte lì sopra, e due di esse contraddicono quello che ci si aspetta.
Cosa c’è dentro, secondo il produttore
La fonte più solida non è la confezione ma la scheda dati di sicurezza redatta ai sensi del Regolamento (UE) 2015/830. Lì dentro l’unica sostanza con una percentuale dichiarata è il carbonato di sodio, ≥ 3% e < 5%. Il pH è 9 in soluzione all’1% in peso, la densità relativa 1,00 kg/l.
Il carbonato di sodio è la soda da bucato: un sale alcalino, non un microrganismo. Compare nella scheda di sicurezza perché è la sostanza classificata, non perché sia il principio attivo. I batteri, che sono il motivo per cui il prodotto esiste, vivono nella parte non classificata della formula e sull’astuccio, dove si legge che il contenuto è composto da «microrganismi essiccati e sali minerali» e che le capsule «contengono batteri selezionati che aiutano a decomporsi i rifiuti organici». Un’altra scheda commerciale aggiunge che il prodotto «potenzia l’azione degli enzimi e scioglie i rifiuti solidi prevenendo gli ingorghi».
Notate cosa manca. Non c’è una carica dichiarata — nessun numero di UFC per grammo, nessun ceppo nominato — in nessuna delle fonti che abbiamo trovato. Per un prodotto la cui intera ragion d’essere è la quantità di batteri che immette, è un’assenza che vale la pena registrare, e che rende impossibile qualsiasi confronto numerico con un concorrente.
Il cloro non è qui: è nel resto della marca
Questo è il punto su cui i forum italiani girano a vuoto da vent’anni, e la risposta è semplice una volta separati i prodotti. Nelle capsule per fosse biologiche il cloro non compare. Compare invece negli altri prodotti WC Net: la Candeggina Gel Extra White Sensation da 700 ml, la tavoletta solida Candeggina Extra White, la tavoletta Candeggina Igiene Continua, l’Energy Gel stura scarichi da 1 litro.
in realtà WCNet credo che sia solo una marca... di WCNet esistono molti prodotti... esiste ad esempio quello per igenizzare e disincrostare il WC che NON VA ASSLUTAMENTE BENE anzi è SEMPRE DANNOSO per le fosse biologiche (le fa morire... perchè contiene cloro ed altri prodotti per disinfettare), ma esiste anche un prodotto in cialde per mantenere attive le fosse biologiche, che costa circa 8€, comunque non basta per riattivare la fossa, ma solo per mantenerla attiva.
Forum edilizio, discussione «Riattivare una fossa biologica»Quell’utente ha ragione su tutta la linea, prezzo compreso. E il rischio che descrive non è un’opinione da forum: il manuale della fossa Imhoff di Rototec chiede espressamente di «evitare l’ingresso di sostanze tossiche e/o velenose (candeggina… sostanze per la disinfezione)». La scheda dello stesso bio-attivatore lo dice in modo più commerciale ma identico: «si sconsiglia l’uso contemporaneo di prodotti… come candeggina o disinfettanti».
Tradotto in gesti quotidiani: la capsula del lunedì e la tavoletta di candeggina nel serbatoio dello sciacquone lavorano l’una contro l’altra tutta la settimana, e la seconda vince, perché agisce ogni volta che tirate lo sciacquone.
Svuota completamente la fossa, buttaci un pezzo di carne o un animale morto, chiudi ed usa correttamente la fossa. Non buttare neanche il wc net, se contiene cloro.
Forum edilizio, stessa discussione| Voce | Valore dichiarato | Documento |
|---|---|---|
| Carbonato di sodio | ≥ 3% e < 5% | scheda dati di sicurezza, Reg. UE 2015/830 |
| pH | 9 (soluzione 1% p/p) | stessa scheda |
| Densità relativa | 1,00 kg/l | stessa scheda |
| Composizione dichiarata sull'astuccio | «microrganismi essiccati e sali minerali» | confezione 20 capsule |
| Claim di funzione | «contengono batteri selezionati che aiutano a decomporsi i rifiuti organici» | scheda commerciale 12 caps |
| Carica batterica (UFC/g), ceppi | non dichiarata in nessuna fonte | — |
| Cloro | assente da queste capsule | — |
L'unica percentuale della scheda riguarda un sale alcalino, non un microrganismo. È un dettaglio tecnico con una conseguenza pratica: senza carica dichiarata non esiste modo di confrontare due attivatori se non dal prezzo. Un altro claim commerciale — «potenzia l'azione degli enzimi e scioglie i rifiuti solidi prevenendo gli ingorghi» — non è accompagnato da alcun numero verificabile.
Lo stesso prodotto, da 8,75 a 20,30 euro
| Formato | Negozio | Prezzo |
|---|---|---|
| 12 capsule (216 g) | Risparmio Casa | 8,75 € |
| 12 capsule | listino / prezzo consigliato | 9,25 € / 9,89 € |
| 12 capsule | Spesasicura | 10,47 € |
| 12 capsule | Bernava | 11,45 € |
| 12 capsule | LoveOffice | 15,74 € + IVA = 19,20 € |
| 12 capsule | Tutto in Ufficio | 20,30 € |
| al pezzo | Esselunga | 0,74 € |
| 20 capsule (360 g) | Tigotà | 11,99 € |
| 20 capsule | Coop | 13,48 € |
| 20 capsule | Gros | 14,49 € |
| 20 capsule | altro listino | 15,51 € |
Fra il minimo e il massimo della stessa scatola da 12 c’è un fattore 2,3. Non è una differenza di prodotto: è una differenza di canale, e i due prezzi più alti vengono da rivenditori di forniture per ufficio, non da supermercati. Il prezzo al pezzo dell’Esselunga, 0,74 €, coincide con quello che i camperisti si scambiano da anni sui forum.
butto dentro direttamente al WC una bustina idrosolubile di Wc-Net (costo circa 0,7 euro), e un po' di profumante qualsiasi.
CamperOnLine, discussione «WC-Net fosse biologiche vs Aquakem blue»Il conto dell’anno si fa con la dose dichiarata, non con il prezzo della scatola. Una capsula a settimana sono 52 capsule l’anno: poco più di quattro confezioni da 12, o due e mezzo da 20. Fra 38 e 88 euro l’anno comprando la scatola da 12 agli estremi della tabella, intorno ai 31 euro l’anno con la scatola da 20 al prezzo più basso. È questa la cifra da mettere accanto a quella dello spurgo, non i nove euro dello scaffale.
La promessa, e i manuali delle vasche
Qui le fonti si contraddicono in modo insolito: non fra chi studia e chi vende, ma fra due schede dello stesso prodotto.
Su Coop si legge che il prodotto, «usato 1 volta a settimana evita i cattivi odori ed aiuta a evitare gli spurghi», e che «1 cap a settimana evita le spese di spurgo». Su Ferdico, stesso prodotto: «usato 1 volta a settimana evita i cattivi odori e rinvia le spese di spurgo». Su Esselunga: «evita i cattivi odori, gli ingorghi e gli spurghi».
Evitare e rinviare non sono la stessa promessa, e la differenza è tutta a carico di chi legge. Perché dall’altra parte i manuali italiani dei produttori di vasche non lasciano margine di interpretazione: sono da prevedersi «almeno 1-2 ispezioni l’anno da parte di personale specializzato ed eventuali operazioni di spurgo», e le tabelle di manutenzione prescrivono «ogni 6 / 12 mesi» tanto l’ispezione quanto l’estrazione del fango di fondo.
Le due affermazioni non sono conciliabili come vorrebbe l'astuccio, ma nemmeno si escludono nel modo in cui sembra. Un additivo non toglie il fango dalla vasca: il fango è materia solida che si accumula, e l'unico modo di farla uscire è un'autobotte. Quello che un attivatore può plausibilmente fare è agire sugli odori e sulla velocità di digestione della frazione organica, che è esattamente l'uso che ne fanno gli italiani sui forum. Il problema non è il prodotto: è il verbo «evita», che promette di sostituire una manutenzione che il costruttore della vasca considera obbligatoria. Se lo svuotamento della fossa slitta di qualche mese perché la vasca lavora meglio, il prodotto ha fatto il suo. Se salta del tutto, il conto arriva più tardi e più caro.
Cosa dicono gli italiani che lo usano
Il ritratto che esce dai forum è coerente e più modesto della pubblicità: si usa per l’odore, saltuariamente, e chi lo usa non ha smesso di chiamare l’autospurgo.
Le pastiglie sono enzimi che aiutano la funzione digestiva. Io le uso raramente, specie quando si avverte un pò di odore nei dintorni della fossa o nei pozzetti a valle. Non saprei se sono solo questi gli "attivatori", ma non ho mai avuto bisogno di altro.
Forum di edilizia, discussione su fossa e pastiglieC’è anche la voce opposta, e va riportata perché è la più citata di tutte quando si parla di questo prodotto:
Io le bustine fosse biologiche le uso in casa e dopo 18 anni che abito in quì non ho mai avuto bisogno di chiamare lo spurgo e non ho nessuna puzza dagli scarichi,per me funziona alla grande e a questo punto sono molto interessata a questo nuovo modo di usarle mi dite per benino cosa usate come deodorante e in che quantità?
CamperOnLine, stessa discussioneDiciotto anni senza spurgo sono un’esperienza reale e non va liquidata, ma è un’osservazione singola su una fossa di cui non conosciamo il volume, il numero di abitanti né lo stato dei fanghi. È la differenza fra un aneddoto e una misura, ed è per questo che l’unico dato che pesa davvero su questa domanda sono le 48 fosse seguite per 12 mesi di cui parliamo in batteri per la fossa.
E c’è la frase che riassume il conflitto d’interessi da entrambi i lati:
2)le pastiglie della wc net tanto reclamizzate che effetto hanno? la ditta spurghi -guardacaso- le sconsiglia, altri dicono che così facendo hanno risolto e non chiamano più gli spurgatori. come funzionano? sono questi i prodtti così detti "attivatori"? di che tipi ci sono?
Forum di edilizia, utente con fossa in cementoChi vende lo spurgo lo sconsiglia, chi vende la capsula promette che lo evita. La domanda va tolta a entrambi e riportata alla vasca: quanto fango c’è, e da quanto tempo.
L’uso che nessuno ha previsto: il camper
Una parte consistente delle discussioni italiane su questo prodotto non riguarda affatto le fosse biologiche, ma i WC nautici e le cassette dei camper, dove la bustina viene usata al posto dei disgreganti chimici da 20 euro al litro.
Quando il nautico si riempie, lo svuoto ed e' tutto perfettamente disgregato. Odori zero, problemi zero, costo molto inferiore al famoso aquakem.
CamperOnLine, discussione «WC-Net fosse biologiche vs Aquakem blue»È un uso diverso e non va confuso con quello domestico: una cassetta da venti litri svuotata ogni pochi giorni e una fossa Imhoff da alcuni metri cubi con anni di fango sedimentato sono due problemi che non hanno niente in comune, tranne il sacchetto. Che il prodotto funzioni benissimo nel primo caso non dice nulla su cosa faccia nel secondo, ed è probabilmente questa sovrapposizione — la stessa bustina in due mondi diversi — ad alimentare metà delle recensioni entusiaste che si leggono in rete.
Cosa faremmo noi
Comprarlo dove costa 0,74 € al pezzo e non 1,70 €, tenerlo per l’odore e non aspettarsi che tocchi il fango. Togliere dallo sciacquone la tavoletta alla candeggina, che è il gesto con più effetto di tutti e costa zero. Segnare sul calendario l’ispezione annuale che chiede il manuale della vasca, e considerare le capsule un complemento, mai un sostituto. E leggere il verbo sull’astuccio: se dice «rinvia», sta descrivendo il prodotto; se dice «evita», sta descrivendo la speranza di chi compra.
Il carbonato di sodio, ≥ 3% e < 5%, secondo la scheda dati di sicurezza redatta ai sensi del Regolamento (UE) 2015/830.
E i batteri?Dichiarati sull'astuccio come «microrganismi essiccati e sali minerali», ma senza carica né ceppi. Nessuna fonte indica UFC per grammo.
Che pH ha?9 in soluzione all'1% in peso; densità relativa 1,00 kg/l.
Il carbonato di sodio serve a qualcosa?È soda da bucato, un sale alcalino. Compare nella scheda perché è la sostanza classificata, non perché sia il principio attivo del prodotto.
Come confronto due attivatori?Senza carica batterica dichiarata, l'unico confronto possibile resta il prezzo al pezzo.
Domande frequenti
Cosa contiene WC Net Fosse Biologiche?
Secondo la scheda dati di sicurezza del produttore (Bolton Manitoba, Regolamento UE 2015/830), l'unica sostanza con una percentuale dichiarata è il carbonato di sodio, ≥ 3% e < 5%; il pH è 9 in soluzione all'1% e la densità relativa 1,00 kg/l. Sulle confezioni si legge che il prodotto è composto da «microrganismi essiccati e sali minerali» e che le capsule «contengono batteri selezionati che aiutano a decomporsi i rifiuti organici». Quanti batteri, di quale ceppo e con quale carica: non è dichiarato in nessuna delle fonti che abbiamo trovato.
Contiene cloro? Fa male alla fossa?
Queste capsule no: nelle fonti il cloro non compare fra i componenti. Il cloro è negli altri prodotti della stessa marca — WC Net Candeggina Gel Extra White 700 ml, le tavolette solide Candeggina Extra White, la tavoletta Candeggina Igiene Continua, l'Energy Gel stura scarichi. Quelli sì danneggiano la fossa: il manuale Imhoff di Rototec chiede di «evitare l'ingresso di sostanze tossiche e/o velenose (candeggina… sostanze per la disinfezione)», e la stessa scheda del bio-attivatore «sconsiglia l'uso contemporaneo di prodotti… come candeggina o disinfettanti».
Quanto costa?
Dipende in modo sorprendente dal negozio. Scatola da 12 capsule (216 g): 8,75 € da Risparmio Casa, 9,25 € di listino con prezzo consigliato 9,89 €, 10,47 € da Spesasicura, 11,45 € da Bernava, 19,20 € IVA compresa da LoveOffice, 20,30 € da Tutto in Ufficio. All'Esselunga il prezzo al pezzo è 0,74 €. Scatola da 20 capsule (360 g): 11,99 € da Tigotà, 13,48 € da Coop, 14,49 € da Gros, 15,51 € altrove. È lo stesso prodotto: fra il minimo e il massimo della confezione da 12 c'è un fattore 2,3.
Quanto costa un anno di trattamento?
La dose dichiarata è una capsula a settimana. Sono 52 capsule l'anno: poco più di quattro scatole da 12, o due scatole e mezzo da 20. Con i prezzi sopra, fra circa 38 € e 88 € l'anno per la confezione da 12, o intorno ai 31 € l'anno comprando la scatola da 20 al prezzo più basso. È la cifra da confrontare con quella dello spurgo, non il prezzo della singola scatola.
Fa davvero risparmiare lo spurgo?
Le fonti si contraddicono, e non fra scienziati e venditori: fra due schede prodotto della stessa marca. Su Coop si legge «1 cap a settimana evita le spese di spurgo»; su Ferdico, per lo stesso prodotto, «rinvia le spese di spurgo». Evitare e rinviare non sono la stessa promessa. I manuali italiani dei produttori di vasche non lasciano margine: sono da prevedersi «almeno 1-2 ispezioni l'anno da parte di personale specializzato ed eventuali operazioni di spurgo», con tabelle di manutenzione che prescrivono «ogni 6 / 12 mesi» l'ispezione e l'estrazione del fango di fondo.
Serve a qualcosa allora?
Per gli odori, molti utenti italiani dicono di sì e lo usano proprio per quello, non per il fango. Sul fango, l'evidenza indipendente è compatta e la trovate nel nostro articolo sui batteri per la fossa: 48 fosse seguite per 12 mesi dalla North Carolina State University, nessuna differenza misurabile nell'accumulo dei fanghi. Un utente sui forum lo riassume meglio di qualsiasi etichetta: la capsula «non basta per riattivare la fossa, ma solo per mantenerla attiva».
Ricercatore ed editor di trattamento acque domestiche
Ricerca e cura guide indipendenti sugli impianti di trattamento domestico delle acque reflue, confrontando normativa (D.lgs 152/2006), prezzi reali e esperienze degli utenti.