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Normativa fossa Imhoff in Sicilia: la L.R. 27/1986 che nessuno cita (case nuove solo nel suolo, autorizzazione del Comune insieme al titolo edilizio, sanzioni ancora scritte in lire), i 100÷120 litri per abitante della Delibera 1977, e cosa chiedono Palermo, Siracusa e Modica

In sintesi
  • La norma siciliana è la L.R. 15 maggio 1986, n. 27: disciplina gli scarichi civili che non recapitano in fognatura, rimanda per la tecnica all'allegato 5 della Delibera 4 febbraio 1977 e assegna controllo e autorizzazione ai Comuni (art. 40). Il «DDG 322 del 26 ottobre 2022» citato da molti siti è l'autorizzazione di un impianto, non una regola.
  • Una casa è classe A se ha meno di 50 vani o 5.000 metri cubi (art. 21). Per gli insediamenti nuovi di classe A lo scarico «è ammesso soltanto sul suolo e negli strati superficiali» (art. 27): la Imhoff da sola non basta, serve la sub-irrigazione o il pozzo assorbente; il corpo idrico superficiale è riservato alla classe B.
  • L'autorizzazione si chiede al Comune «contestualmente alla domanda di concessione edilizia» e viene rilasciata con l'abitabilità o agibilità, dopo la verifica che i presidi siano stati installati come da progetto (art. 39). Palermo: bollo 16 € e diritti 100 € per unità immobiliare, massimo 1.032 €, con relazione geomorfologica e planimetria 1:200. Siracusa: parere di fattibilità allegato alla CILA con relazione geologica.
  • Dimensionamento dalla Delibera 1977: 100÷120 litri per abitante equivalente con due estrazioni di fango l'anno, 180÷200 con una sola; in Sicilia gli abitanti equivalenti si contano con N = n + BOD5/60 (art. 4). Lo scarico in corpo idrico dopo la sola Imhoff è ammesso per non più di 10 abitanti equivalenti.
  • Le sanzioni (art. 43, 43 bis, 43 ter, riscritti dalla L.R. 10/1999) sono ancora in lire: scarico senza autorizzazione da 10 a 100 milioni di lire (5.164,57–51.645,69 €), ridotti a 500.000–5.000.000 per chi ha denunciato lo scarico; mancato adeguamento 3.000 lire per metro cubo di volume edificato (1,55 €); inosservanza delle prescrizioni da 2 a 20 milioni.
Verificato il 20 ottobre 2026: la legge regionale esiste dal 1986

La norma che regola la fossa Imhoff in Sicilia non è un decreto recente e non è una tabella: è la legge regionale 15 maggio 1986, n. 27, che disciplina gli scarichi degli insediamenti civili che non recapitano in pubbliche fognature e perfino il trasporto dei reflui con l'autospurgo. È stata ritoccata nel 1991, nel 1995, nel 1999 e nel 2022, ma il suo impianto è intatto: gli edifici si dividono in tre classi, i recapiti ammessi dipendono dalla classe e dall'età dell'edificio, i Comuni controllano e autorizzano, e per il dimensionamento la legge rimanda all'allegato 5 della Delibera del Comitato interministeriale del 4 febbraio 1977. Una casa, un piccolo albergo, un agriturismo con meno di 50 vani o 5.000 metri cubi sono classe A; sopra si è in classe B; le imprese agricole sono classe C.

La frase che decide i progetti è l'art. 27: gli scarichi degli insediamenti nuovi di classe A «sono ammessi soltanto sul suolo e negli strati superficiali di esso». Un torrente, un fosso, un impluvio non sono un recapito per una casa nuova; il corpo idrico superficiale è aperto alla classe B, mai nei laghi e negli invasi, e lagune, zone di foce e stagni salmastri sono vietati a tutti. Per chi aveva già lo scarico nel 1986 la legge fu più morbida, due anni per aggiungere la chiarificazione e la dispersione nel terreno, con una deroga per le unifamiliari fino a 10 vani o 1.000 metri cubi; ma quella deroga riguarda gli esistenti, non chi costruisce oggi.

Vale la pena leggere anche le definizioni, perché decidono chi è «nuovo». Esistenti sono gli insediamenti che avevano attivato lo scarico o ottenuto la concessione edilizia all'entrata in vigore della legge; tutti gli altri sono nuovi, compresa la ristrutturazione che crea unità immobiliari dove non c'erano. Il sottosuolo, per la legge, comincia a 1,50 metri sotto lo strato superficiale, e la distinzione conta perché lo scarico ammesso è negli strati superficiali, dove la depurazione si completa, non in profondità.

Un modo per capire la logica della legge è seguire l'acqua. In una casa siciliana fuori fognatura tutto quello che esce da bagni e cucina entra nella Imhoff, che trattiene i solidi e li digerisce nello scomparto inferiore; l'acqua chiarificata esce ancora carica e la legge le assegna un solo destino, il terreno, dove gli strati superficiali completano la depurazione. Il torrente non è escluso per pignoleria: senza quel passaggio nel suolo l'acqua arriva al corpo idrico con il carico che la Imhoff non toglie. Per la classe B la legge accetta il corpo idrico perché impone i limiti delle tabelle, cioè un trattamento vero a valle, non la sola vasca.

Da qui una regola di lettura per i preventivi: se la voce «scarico» manca o dice «a dispersione» senza metri di trincea, il progetto non è ancora un progetto. Il geologo, non l'installatore, è la persona che scrive quanta trincea serve e se la falda lo permette.

Chi compra una casa esistente fuori fognatura in Sicilia eredita anche la classe e la data: se lo scarico era attivo nel 1986 valgono le regole degli esistenti, con la pratica più leggera dell'art. 44 per adeguarlo; se la casa è stata ampliata o frazionata dopo, il Comune può considerare nuovo ciò che si è aggiunto. La domanda da fare al venditore è se esiste un'autorizzazione allo scarico e a quale recapito, e la risposta vale più della marcatura CE della vasca.

Cercate «normativa fossa Imhoff Sicilia» e trovate tre cose: siti di venditori che citano il D.Lgs. 152/2006 e la norma UNI EN 12566-1, un decreto regionale del 2022 passato di pagina in pagina come se fosse una legge, e nessuna traccia della legge regionale che davvero decide dove può finire lo scarico di una casa siciliana. Quella legge esiste dal 1986, è ancora in vigore e ha una particolarità che spiega molte pratiche respinte: per le case nuove ammette lo scarico soltanto nel suolo.

La legge che vale in Sicilia e che nessun sito cita

La L.R. 15 maggio 1986, n. 27, «Disciplina degli scarichi delle pubbliche fognature e degli scarichi degli insediamenti civili che non recapitano nelle pubbliche fognature», è il testo regionale di riferimento. L’art. 1 dichiara l’oggetto senza giri di parole, «la disciplina degli scarichi definiti civili che non recapitano in pubbliche fognature» e perfino «la disciplina dell’attività di trasporto di reflui non depurati di insediamenti civili», cioè l’autospurgo. È stata ritoccata nel 1991, nel 1995, nel 1999 e nel 2022, ma l’impianto è quello: gli insediamenti civili si dividono in tre classi (art. 18), i recapiti ammessi dipendono dalla classe e dall’età dell’edificio, e per la tecnica la legge rimanda ogni volta all’allegato 5 della Delibera del Comitato interministeriale del 4 febbraio 1977, lo stesso testo che a livello nazionale fissa il proporzionamento della Imhoff e della sub-irrigazione. Le quattro distanze nazionali e gli articoli del decreto del 2006 sono in la normativa della fossa settica; qui sta ciò che la Sicilia aggiunge.

La classe decide tutto. Art. 21: sono di classe A gli edifici adibiti ad abitazione, o ad attività alberghiera, turistica, sportiva, ricreativa, scolastica, commerciale o produttiva con scarichi solo da servizi igienici, cucine e mense, «aventi una consistenza inferiore a 50 vani o 5.000 metri cubi». Sopra quella soglia si è in classe B, insieme agli edifici sanitari; la classe C sono le imprese agricole. Una villetta, una casa di campagna, un piccolo agriturismo sono classe A, e per la classe A la legge distingue ancora fra esistenti e nuovi: esistenti sono quelli che avevano già attivato lo scarico o ottenuto la concessione edilizia nel 1986, nuovi tutti gli altri (art. 4).

L.R. 27/1986la norma siciliana sugli scarichi civili fuori fognatura; sanzioni riscritte dalla L.R. 10/1999, art. 46 ritoccato dalla L.R. 13/2022
50 vani · 5.000 m³sotto questa soglia l'edificio è classe A (art. 21): per i nuovi, scarico «soltanto sul suolo» (art. 27)
100÷120 L/AEcapacità della Imhoff con due estrazioni di fango l'anno (Delibera 1977, all. 5); 180÷200 con una sola
16 € + 100 €Palermo, Mod. C: marca da bollo e diritti per unità immobiliare, fino a 1.032 €

Case nuove: soltanto nel suolo

L’art. 27 è la frase che un progettista siciliano deve conoscere a memoria: «Gli scarichi degli insediamenti civili nuovi della classe A sono ammessi soltanto sul suolo e negli strati superficiali di esso, nel rispetto delle disposizioni contenute nell’allegato 5». Non in un torrente, non in un fosso, non in un impluvio. Il corpo idrico superficiale è aperto, con i limiti delle tabelle, agli insediamenti nuovi di classe B (art. 28), con esclusione dei laghi e degli invasi, e per tutti, di qualunque classe, «nelle lagune, zone di foce e stagni salmastri sono vietati gli scarichi di qualsiasi tipo» (art. 19). La conseguenza pratica è che in Sicilia la Imhoff di una casa nuova è sempre la prima metà di un impianto: dopo la vasca viene la sub-irrigazione o il pozzo assorbente, e il terreno deve poterli ricevere. Un proprietario di Mineo, in provincia di Catania, pose su GeoForum esattamente il caso che la legge esclude.

Non ho gli spazi per realizzare nè una subirrigazione nè un pozzo assorbente, ma ho un impluvio vicino l'area di progetto. Esiste un riferimento normativo che mi permette di scaricare i reflui domestici, previo trattamento in fossa imhoff, direttamente in tale impluvio? Devo prevedere ulteriori sistemi di depurazione secondari dopo la fossa? Se si, quali?

Discussione «Scarichi reflui domestici», GeoForum, geoforum.it

Assolutamente non puoi scaricare nell'impluvio. I riferimenti normativistici sono il decreto legislativo 152/1999 e il decreto legislativo 152/2006, salvo ulteriori norme regionali. In mancanza di fognatura puoi eseguire una vasca imhoff che deve essere auotorizzata dal comune e va regolarmente espurgata da ditta specializzata e autorizzata con la quale ti conviene stipulare un regolare contratto.

Discussione «Scarichi reflui domestici», GeoForum, geoforum.it

Le «ulteriori norme regionali» che il collega campano lasciava aperte sono appunto l’art. 27, e un altro geologo nello stesso filo lo intuiva: «controlla però che la tua regione (Sicilia) abbia messo mano con propria direttiva per l’adeguamento degli scarichi». Per le case esistenti nel 1986 la legge era più morbida: l’art. 24 dava due anni per adottare «processi di chiarificazione con vasche di decantazione e successiva dispersione nel terreno mediante pozzi assorbenti o sub-irrigazione», e per le abitazioni unifamiliari fino a 10 vani o 1.000 metri cubi la dispersione poteva perfino «prescindere dal processo di chiarificazione». Quella deroga vale per gli scarichi esistenti, non per chi costruisce oggi. Come si dimensiona la trincea che riceve l’effluente, e perché l’argilla la boccia, è in sub-irrigazione e pozzo perdente.

Quanto grande, e con quali regole di montaggio

Per la vasca la Sicilia non ha numeri propri: rimanda all’allegato 5 della Delibera 1977, che fissa 100÷120 litri per abitante equivalente se il fango si estrae almeno due volte l’anno e 180÷200 litri se una volta sola, con i due scomparti sovrapposti di sedimentazione e digestione. Gli abitanti equivalenti si contano con la formula dell’art. 4, N = n + BOD5/60, che per un’abitazione si riduce al numero di persone perché il carico industriale è zero. La scelta fra 100 e 200 litri è una scelta di gestione, non di tecnica, ed è spiegata in la fossa Imhoff: 100 litri con due spurghi o 180 con uno.

Le regole di montaggio arrivano invece dagli standard che i geologi siciliani applicano nella relazione geologica, redatta secondo gli standard del Consiglio Nazionale dei Geologi. La relazione deve dire se la zona è servita da fognatura, «specificando la distanza dalla stessa qualora inferiore a 1 km, e il motivo della impossibilità all’allaccio»; deve contenere la planimetria in scala 1:200 e, se lo scarico va negli strati superficiali, una relazione idrogeologica «con massimo livello della falda rispetto al fondo della trincea di sub-irrigazione». E fissa tre regole che nei preventivi mancano quasi sempre: «non è ammessa l’installazione di vasche biologiche prima delle vasche Imhoff», perché una fossa a monte sottrae alla Imhoff i solidi che la fanno funzionare; «le acque bionde, comprese quelle provenienti da lavandini, docce e degrassatori delle cucine, devono essere convogliate nella vasca Imhoff prima del trattamento in sub-irrigazione»; e la sub-irrigazione «deve essere preceduta da un pozzetto munito di sifone di cacciata». Lo scarico in corpo idrico dopo la sola chiarificazione resta possibile, per gli edifici che la classe lo consente, «per non più di 10 abitanti equivalenti».

L.R. 27/1986, in breve
ArticoloCosa dice
art. 18–21tre classi; classe A sotto 50 vani o 5.000 m³
art. 19recapiti: corpi idrici, suolo, strati superficiali; allegato 5 del 1977; vietate lagune, foci, stagni
art. 27nuovi di classe A: soltanto sul suolo
art. 28nuovi di classe B: corpi idrici con limiti, mai laghi e invasi
art. 39–40autorizzazione del Comune con il titolo edilizio, rilasciata con l'agibilità

Modifiche: L.R. 29/1991, 58/1995, 10/1999, 13/2022.

L’autorizzazione: la chiede chi costruisce, la rilascia il Comune con l’agibilità

In Sicilia «i comuni sono responsabili del controllo ed autorizzano» gli scarichi degli insediamenti civili di classe A, B e C che non recapitano in fognatura (art. 40). Per un edificio nuovo la richiesta «deve essere presentata all’autorità comunale territorialmente competente al controllo, contestualmente alla domanda di concessione edilizia», con caratteristiche del refluo, punto di scarico, corpo ricettore e descrizione dei presidi depurativi; e il Comune «rilascia l’autorizzazione allo scarico contestualmente al rilascio dell’autorizzazione all’abitabilità, ovvero alla agibilità, previo accertamento dell’avvenuta installazione dei presidi depurativi conformi a quelli previsti in progetto» (art. 39). È un meccanismo in due tempi che spiega perché l’agibilità si blocca quando la vasca installata non è quella disegnata. Il tredicesimo comma dell’art. 40 chiude con un silenzio-assenso sui pareri: «si intendono acquisiti positivamente ove da parte dell’organo competente non intervenga pronunzia entro 60 giorni». Come funziona l’autorizzazione nel resto d’Italia, con la durata di quattro anni e il rinnovo, è in l’autorizzazione allo scarico.

I Comuni traducono l’articolo in moduli e tariffe. Palermo ha il «Mod. C», richiesta di immissione in fossa Imhoff: marca da bollo da 16,00 €, diritti di segreteria o istruttoria di 100,00 € per ogni unità immobiliare fino a un massimo di 1.032,00 €, e tre allegati tecnici, la relazione sulla regolarità urbanistica dell’immobile con zona di P.R.G. e vincoli, la relazione geomorfologica e la planimetria in scala 1:200 con la fossa e lo stato attuale del sistema di scarico. Siracusa parte dall’obbligo di allaccio: «Qualora non fosse possibile procedere all’allaccio in pubblica fornitura è possibile installare una fossa Imhoff», e chiede per il parere di fattibilità da allegare alla CILA un’istanza in marca bollata da 16 €, progetto, relazione geologica, relazione tecnica e asseverazioni. Modica ha un regolamento comunale per lo scarico delle acque reflue dal 2013, 35 pagine, che per le acque reflue domestiche impone il trattamento primario «in una fossa Imhoff debitamente dimensionata». Il costo della pratica non è la marca: è la relazione geologica, che in Sicilia è parte del fascicolo, e il tempo del tecnico.

ComuneCosa chiedeCosto pubblicato
PalermoMod. C, relazione urbanistica, relazione geomorfologica, planimetria 1:200bollo 16,00 € + diritti 100,00 € per unità immobiliare (max 1.032,00 €)
Siracusaparere di fattibilità allegato alla CILA: progetto, relazione geologica, relazione tecnica, asseverazioniistanza in bollo da 16 €
Modicaregolamento comunale 2013: trattamento primario in Imhoff dimensionatanon pubblicato nel frammento disponibile

Le sanzioni sono ancora in lire

Gli articoli 43, 43 bis e 43 ter sono stati riscritti dalla L.R. 27 aprile 1999, n. 10, e nessuno li ha mai convertiti: le somme sono in lire, e si applicano al cambio fisso di 1.936,27 lire per euro. Chi «apra o comunque effettui scarichi civili» sul suolo o nel sottosuolo «senza aver richiesto l’autorizzazione», o li mantenga dopo un diniego o una revoca, paga una sanzione amministrativa «da lire 10.000.000 a lire 100.000.000», cioè da 5.164,57 a 51.645,69 €, ridotta «rispettivamente a lire 500.000 e a lire 5.000.000», 258,23 e 2.582,28 €, per chi aveva denunciato lo scarico in una pratica amministrativa presso la stessa amministrazione. Chi non rispetta le prescrizioni dell’autorizzazione paga «da lire 2.000.000 a lire 20.000.000», 1.032,91–10.329,14 €. Il mancato adeguamento di un edificio di classe A costa «lire 3.000 per metro cubo di volume edificato», 1,55 € al metro cubo: 1.549,37 € per una casa di 1.000 metri cubi. Chi attiva lo scarico dopo aver presentato la domanda ma senza abitabilità o agibilità rischia da 500.000 a 5.000.000 di lire. Il comma 5 del 43 ter rimanda, per tutto il resto, alle sanzioni della legge 319/1976, e restano salve le sanzioni penali: le cifre del decreto nazionale, da 600 a 60.000 €, sono in la normativa della fossa settica.

La paura che circola nei cantieri è però un’altra, e non riguarda la Sicilia soltanto. Su Lavorincasa un proprietario raccontava nel 2006 il consiglio ricevuto da geometra e impresa.

Il geometra e l'impresa dicono però che le Imhoff non si possono più installare per motivi igienici, oppure si possono solo mettere in particolari condizioni (non ho capito bene quali, forse un certo spazio di terreno privato a valle della vasca).

Discussione «Fossa imhoff o stagna?», Forum Edilizio Lavorincasa, forum.lavorincasa.it

Tra l'altro, continuo a vedere ovunque pubblicità di vasche Imhoff, tutto sembra meno che siano fuori norma...

Discussione «Fossa imhoff o stagna?», Forum Edilizio Lavorincasa, forum.lavorincasa.it

Aveva ragione lui. La Imhoff non è fuori norma: è il trattamento primario che la Delibera 1977 descrive e che Modica impone. Il «certo spazio di terreno a valle» che geometra e impresa non sapevano spiegare è esattamente la condizione dell’art. 27, lo scarico nel suolo, e quando il terreno non c’è la risposta non è la vasca a tenuta stagna per forza, è la domanda al Comune su quale recapito la classe dell’edificio consente.

Cosa vale in Sicilia e cosa no

Il «DDG n. 322 del 26 ottobre 2022» che molte pagine presentano come la norma siciliana sulla Imhoff è un decreto del Dipartimento Acqua e Rifiuti, 33 pagine, che autorizza lo scarico di un impianto: la vasca tipo Imhoff vi compare come trattamento primario di quel progetto, con il degrassatore. Il file, al 20 ottobre 2026, non è più raggiungibile sul sito della Regione. Il Dipartimento autorizza i depuratori del Servizio idrico integrato, ai sensi dell’art. 40 della stessa L.R. 27/1986 e dell’art. 124 del D.Lgs. 152/2006, e per quelli il D.A. 353 del 2013 fissa la durata di quattro anni; la casa del privato non passa da lì, passa dal Comune.

Il secondo errore frequente è importare regole di altre regioni. I 5 metri dai muri di fondazione e i 20 metri da condotte, pozzi e serbatoi d’acqua potabile che si leggono ovunque sono del Regolamento regionale pugliese n. 7 del 2016, che ammette la Imhoff «in tutti i casi di insediamenti civili di consistenza inferiore a 5.000 mc» e la vuole interrata, con accesso dall’alto e tubo di ventilazione; in Sicilia la legge regionale non fissa quelle distanze, rimanda all’allegato 5 e lascia al Comune, in sede di concessione edilizia, le fasce di rispetto (art. 46). E la legge regionale della Basilicata del 2017 che alcuni citano per le distanze della Imhoff disciplina i progetti degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane e le autorizzazioni provvisorie ai depuratori: il suo art. 5 sono linee guida regionali, non metri. Chi vive in Sicilia ha una sola domanda da fare all’ufficio tecnico: quale recapito ammette la classe del mio edificio, e con quale relazione. Il regime della vasca chiusa, che non è uno scarico ma un deposito di rifiuti liquidi, è in fossa biologica a tenuta stagna: normativa.

Se vi propongono una Imhoff con scarico in un fosso o in un torrente per una casa nuova in Sicilia, la pratica è destinata a fermarsi all'art. 27 e l'agibilità con lei. Se il terreno non assorbe, la soluzione va concordata con il Comune prima di scavare, e la relazione geologica deve dire perché l'allaccio è impossibile e dove sta la falda. Lo scarico aperto senza autorizzazione costa da 5.164,57 a 51.645,69 €, e nessuna vasca con marcatura CE lo sana.

La nostra lettura

La Sicilia ha una legge chiara e vecchia, e la rete la ignora perché non ha un numero facile da copiare: non ci sono i 5 metri e i 20 metri della Puglia, c'è un rinvio a un allegato del 1977 e una regola di recapito che cambia con la classe dell'edificio. È per questo che i siti citano un decreto di autorizzazione del 2022 e una legge lucana sui depuratori. Per il proprietario la lezione è una: la Imhoff in Sicilia non è un prodotto, è metà di un impianto che finisce nel terreno, e il documento che decide se quel terreno va bene non lo scrive il venditore della vasca, lo scrive il geologo. Le sanzioni in lire fanno sorridere finché non si convertono: cinquantamila euro per uno scarico aperto senza chiedere sono una cifra che nessun risparmio sul progetto ripaga.

Quale legge regola la Imhoff in Sicilia?

La L.R. 15 maggio 1986, n. 27, con rinvio all'allegato 5 della Delibera 4 febbraio 1977 e sotto il D.Lgs. 152/2006.

Una casa nuova può scaricare in un fosso?

No: classe A nuova, scarico soltanto sul suolo (art. 27).

Chi è classe A?

Edifici sotto i 50 vani o 5.000 metri cubi con scarichi solo da bagni, cucine e mense.

Domande frequenti

Qual è la normativa per la fossa Imhoff in Sicilia?

Tre livelli. Il D.Lgs. 152/2006 (art. 100 e 124: scarichi non in fognatura e obbligo di autorizzazione). La legge regionale 15 maggio 1986, n. 27, che in Sicilia disciplina gli scarichi degli insediamenti civili fuori fognatura: classi A, B e C, recapiti ammessi, autorizzazione comunale, sanzioni. E l'allegato 5 della Delibera del Comitato interministeriale del 4 febbraio 1977, a cui la legge regionale rimanda per dimensionamento, distanze e tecniche di dispersione. Sotto, i regolamenti comunali: Modica ha il suo regolamento per lo scarico delle acque reflue dal 2013, Siracusa prevede l'obbligo di allaccio e la Imhoff solo dove l'allaccio è impossibile, Palermo ha un modello dedicato, il Mod. C.

Il DDG 322 del 2022 della Regione Siciliana regola le fosse Imhoff?

No. È un decreto del Dipartimento Acqua e Rifiuti che autorizza lo scarico di un singolo impianto, 33 pagine in cui la vasca tipo Imhoff compare come trattamento primario di quel progetto; il file non è più raggiungibile sul sito regionale. Chi lo cita come norma di dimensionamento ha letto il titolo e non il testo. Le regole che valgono per una casa sono nella L.R. 27/1986 e nell'allegato 5 della Delibera 1977.

In Sicilia posso scaricare la fossa Imhoff in un torrente o in un impluvio?

Per una casa nuova no. L'art. 27 della L.R. 27/1986 ammette gli scarichi degli insediamenti civili nuovi di classe A, cioè sotto i 50 vani o 5.000 metri cubi, «soltanto sul suolo e negli strati superficiali di esso», con sub-irrigazione o pozzo assorbente dimensionati secondo l'allegato 5. Il corpo idrico superficiale è aperto alla classe B (art. 28), con i limiti delle tabelle e mai nei laghi e negli invasi; lagune, zone di foce e stagni salmastri sono vietati a tutti (art. 19). Un geologo che risponde a un proprietario di Mineo lo dice in due parole: assolutamente non puoi scaricare nell'impluvio.

Chi rilascia l'autorizzazione e quanto costa?

Il Comune (art. 40). Per un edificio nuovo la richiesta si presenta insieme alla domanda del titolo edilizio e l'autorizzazione arriva con l'abitabilità o agibilità, dopo l'accertamento che i presidi depurativi siano quelli di progetto (art. 39). I costi sono comunali: Palermo chiede una marca da bollo da 16,00 € e diritti di istruttoria di 100,00 € per ogni unità immobiliare fino a un massimo di 1.032,00 €, con relazione tecnica, relazione geomorfologica e planimetria in scala 1:200; Siracusa un'istanza in bollo da 16 € con progetto, relazione geologica, relazione tecnica e asseverazioni, per il parere di fattibilità da allegare alla CILA. Il costo vero è la relazione del tecnico, non la marca.

Come si dimensiona la fossa Imhoff in Sicilia?

Con l'allegato 5 della Delibera 4 febbraio 1977, a cui la legge regionale rimanda: 100÷120 litri per abitante equivalente se il fango viene estratto almeno due volte l'anno, 180÷200 litri se una sola. Gli abitanti equivalenti si calcolano con la formula dell'art. 4 della L.R. 27/1986, N = n + BOD5/60, che per una casa si riduce al numero di abitanti. Gli standard dei geologi siciliani aggiungono le regole di montaggio: nessuna vasca biologica a monte della Imhoff, tutte le acque, anche quelle di lavandini, docce e degrassatori, convogliate nella Imhoff prima della sub-irrigazione, e un pozzetto con sifone di cacciata prima della trincea.

Quali sono le sanzioni in Sicilia per una fossa Imhoff non autorizzata?

Sono scritte in lire perché gli articoli 43, 43 bis e 43 ter sono stati riscritti dalla L.R. 10/1999 e mai convertiti. Scarico aperto senza aver chiesto l'autorizzazione, o mantenuto dopo un diniego: da 10.000.000 a 100.000.000 di lire, cioè da 5.164,57 a 51.645,69 €, ridotti a 500.000 e 5.000.000 di lire per chi ha denunciato lo scarico in una pratica amministrativa. Inosservanza delle prescrizioni dell'autorizzazione: da 2.000.000 a 20.000.000 di lire. Mancato adeguamento di una casa di classe A: 3.000 lire per metro cubo di volume edificato, 1.549,37 € per 1.000 metri cubi. Restano salve le sanzioni penali del D.Lgs. 152/2006.

Marco Rinaldi

Ricercatore ed editor di trattamento acque domestiche

Ricerca e cura guide indipendenti sugli impianti di trattamento domestico delle acque reflue, confrontando normativa (D.lgs 152/2006), prezzi reali e esperienze degli utenti.

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