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Dimensionamento fossa biologica: calcolo del volume per abitanti equivalenti, perché la stessa casa vale 4 o 6 abitanti secondo chi conta

In sintesi
  • L'abitante equivalente non è una persona: è «il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a cinque giorni (BOD5) pari a 60 g di ossigeno al giorno».
  • I criteri di conteggio si contraddicono: 1 AE ogni 35 mq per un gestore idrico, 34 mq per un Comune, 25 mq per un calcolatore commerciale.
  • Imhoff, Delibera 4 febbraio 1977: 40÷50 litri per utente in sedimentazione, mai meno di 250÷300 litri complessivi.
  • Comparto fango: 100÷120 litri pro capite con due estrazioni l'anno, 180÷200 con una sola. È un menù, non una prescrizione.
  • Tricamerale: da 125-150 litri per abitante in una scheda commerciale a 1.000 litri in un regolamento comunale, quando sta a monte di una subirrigazione.
Aggiornato il 26 ottobre 2026 — l'abitante equivalente non è una persona

La definizione sta nell'articolo 74 del D.Lgs 152/2006 ed è di carico, non di anagrafe: un abitante equivalente è «il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno» in 5 giorni pari a 60 grammi di ossigeno al giorno. Sessanta grammi di BOD5 al giorno: questo è l'abitante equivalente. Chi lo confonde con il numero di residenti sbaglia in entrambe le direzioni, perché una casa con due persone e quattro camere non si dimensiona sulle due persone, e un mini appartamento con quattro ospiti non si dimensiona sui quattro.

Perché il Comune conta le camere e non le persone

È la conseguenza pratica della definizione: i residenti cambiano, l'immobile no, e il regolamento deve dimensionare per la vita utile dell'impianto. Da qui il criterio più diffuso, quello delle camere da letto, che i regolamenti comunali applicano con una soglia di superficie precisa.

Un proprietario, su un forum tecnico, prova a dire quanto è grande la sua casa in termini di impianto. Il risultato è questo.

Certo sono scarichi civili, (AE= 2 camere ><14mq, casa 664m3, superficie150mq)

Discussione «Impianto depurazione in vetroresina o fossa biologica Imhoff senza fognatura», forum per la casa

Sta applicando tre criteri diversi nella stessa riga, e non è colpa sua: sono tutti e tre in vigore. Un tecnico gli risponde con la pazienza di chi ha già visto la scena.

Ovviamente qualunque sia il valore reale non altera il discorso che generalmente fa riferimento a numero abitanti max previsti. Ed evidentemente solo questo parametro dovrebbe essere garantito nella scelta del tipo d'impianto.

Risposta di un professionista nella stessa discussione

Ha ragione sul principio. Ma per applicarlo bisogna capire cos’è un abitante equivalente, e scoprire che la stessa casa ne vale quattro o sei a seconda di chi fa il conto.

Un abitante equivalente non è una persona

L’articolo 74 del D.Lgs 152/2006 lo definisce con precisione chirurgica: è «il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a cinque giorni (BOD5) pari a 60 g di ossigeno al giorno».

Sessanta grammi di ossigeno al giorno. È un’unità di inquinamento, non di popolazione. Un abitante equivalente è la quantità di sporco che una persona media produce, e questo spiega perché un agriturismo possa valerne molti più dei suoi letti, e perché una coppia che lavora fuori casa ne valga meno di due.

Il problema pratico comincia quando bisogna tradurre una casa in abitanti equivalenti, perché l’Italia lo fa in quattro modi diversi, e i quattro modi non danno lo stesso numero.

Quattro criteri, quattro risultati

CriterioRegolaChi la usa
Camere da letto1 AE per camera fino a 14 mq; 2 AE oltre i 14 mqRegolamenti regionali e comunali
Superficie1 AE ogni 35 mqUn gestore idrico toscano
Superficie1 AE ogni 34 mq di superficie abitabile utileComune di Vinci
Superficie1 AE ogni 25 mq di superficie lordaUn calcolatore commerciale, citando il D.M. 2 aprile 1968
Volume1 AE ogni 100 mc di volume abitativoRegolamenti comunali
Volume1 AE ogni 80 mc vuoto per pienoDelibera del 1977, ripresa dal Comune di Genova
Vani catastali1 vano = 1 AE, con il limite di 50 vani e 5.000 mcDelibera del 1977

Guarda la terza e la quarta riga. Un Comune conta un abitante equivalente ogni 34-35 metri quadrati; un calcolatore aziendale ne conta uno ogni 25, appoggiandosi a un decreto ministeriale del 1968. Sulla casa di 150 metri quadrati del nostro proprietario, il primo criterio dà poco più di quattro abitanti equivalenti, il secondo sei.

Due abitanti equivalenti di differenza significano una vasca più grande, un preventivo più alto e una trincea disperdente più lunga. Non sto insinuando malafede: sto osservando che il criterio meno favorevole al cliente è quello adottato da chi vende, e che si appoggia al testo più vecchio dei tre.

La regola pratica, allora, è quella del tecnico del forum: chiedi al tuo Comune quale criterio applica, prima di accettare il numero che ti mette in preventivo chiunque altro.

60 g/giornoil BOD5 di un abitante equivalente
14 mqla soglia che raddoppia l'AE di una camera
25 o 35 mqper 1 AE, secondo chi conta
4-6 orela detenzione di progetto della Imhoff
La definizione, parola per parola Art. 74 del D.Lgs 152/2006: un abitante equivalente è «il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno» in 5 giorni pari a 60 grammi di ossigeno al giorno. È una misura di carico, non di residenti: per questo i regolamenti comunali dimensionano sull'immobile e non su chi ci abita in un dato momento.

Le cifre della Delibera, quelle vere

Stabilito il numero, i litri sono scritti da mezzo secolo, e sono meno di quanti se ne vendono.

Per la fossa Imhoff, la Delibera del Comitato dei Ministri del 4 febbraio 1977 prescrive per il comparto di sedimentazione 40÷50 litri per utente, e fissa un minimo assoluto: in ogni caso, anche per le vasche più piccole, la capacità non deve essere inferiore a 250÷300 litri complessivi.

Per il comparto fango, dove avviene la digestione, la norma offre una scelta che quasi nessuno presenta come tale: 100÷120 litri pro capite se si eseguono almeno due estrazioni all’anno, oppure 180÷200 litri pro capite, consigliati per le vasche più piccole, con una sola estrazione annua.

Non è una prescrizione, è un menù. Stai decidendo oggi, comprando la vasca, quante volte il camion dell’autospurgo entrerà nel tuo giardino per i prossimi trent’anni. Una vasca più piccola con due spurghi l’anno costa meno all’acquisto e più nel tempo; una più grande con un solo spurgo fa l’opposto. È il tipo di scelta che un venditore non ha alcun motivo di spiegarti, perché entrambe le strade passano dal suo listino.

Per la fossa settica tricamerale, invece, i criteri si aprono a ventaglio in un modo che dovrebbe mettere in guardia chiunque. Un regolamento edilizio comunale indica 0,400 mc per abitante equivalente — quattrocento litri — e sale a 1 mc, mille litri, quando la tricamerale fa da trattamento preliminare a monte di una subirrigazione. Una scheda tecnica commerciale assume 200 litri per abitante equivalente, per garantire 24 ore di residenza idraulica. Un’altra si ferma a 125-150 litri.

Da 125 a 1.000 litri per la stessa persona: un fattore otto. Quando un intervallo è così largo, il numero non è un dato tecnico ma una posizione negoziale, e va chiesto per iscritto a chi rilascerà l’autorizzazione, non a chi emette la fattura.

Perché la vasca grande non è la vasca giusta

Qui bisogna ragionare, perché in Italia nessuno offre la risposta pronta, e conviene dirlo apertamente: nessun documento italiano misura direttamente cosa succeda a una fossa domestica sovradimensionata. È una lacuna vera.

Quello che norme e manuali danno è la logica di progetto, ed è sufficiente per capire.

Una vasca settica tradizionale è proporzionata su circa 12 ore di detenzione. La Imhoff, che è un’evoluzione, è calcolata su tempi molto inferiori: 4-6 ore per le portate di punta. E il motivo è esplicito: proprio «grazie ai tempi di sedimentazione inferiori rispetto a quelli delle vasche tradizionali, vengono evitati l’instaurarsi di condizioni settiche, lo sviluppo di gas maleodoranti e la conseguente risospensione di parte dei solidi sedimentati».

Leggilo due volte. Il tempo lungo dentro la vasca non è un vantaggio: è ciò che il progetto della Imhoff cerca di evitare. Una vasca dimensionata per sei persone che ne riceve due trattiene il liquame molto più a lungo di quanto il progetto preveda, e va nella direzione che la norma considera indesiderabile.

Sul forum, un proprietario racconta senza saperlo lo stesso caso.

Ho un problema con la mia attuale fossa IMHOFF, sostituita nel 2018, della STARPLAST (prima era di cemento e molto vecchia), ho preso una fossa pe 6 abitanti equivalenti, anche se in famiglia siamo in due ed a volte in tre, alla quale ho collegato due bagni, (wc, doccia lavabo, bidet) mentre lavatrice e cucina se ne vanno per conto loro, ma ho problemi di intasamento

Discussione su una fossa Imhoff, forum edilizio

Sei abitanti equivalenti per due persone. Il suo primo comparto si riempie e non smaltisce come faceva la vecchia vasca. Non posso affermare che la causa sia il sovradimensionamento, perché in Italia nessuno lo ha misurato; posso osservare che la sua fossa lavora, per progetto, a un carico organico pari a un terzo di quello per cui è stata dimensionata, e che la norma raccomanda tempi brevi proprio per evitare la setticizzazione.

Il rovescio della medaglia è documentato: se la vasca non viene spurgata, il fango sottrae volume alla sedimentazione e si innescano «fenomeni di digestione anaerobica incontrollata» che generano «eccessive produzioni di biogas»; le bolle «concorrono alla risalita del materiale decantato». Il risultato è un effluente peggiore e odori. Un comparto fango è dimensionato sul numero di estrazioni all’anno: se non le fai, hai comprato il volume sbagliato comunque.

L’errore che costa davvero: dimensionare la vasca e non il terreno

Se dovessi indicare dove si perdono i soldi in questa materia, non sarebbe nella vasca. Le quote e le distanze dell’insieme stanno nello schema dell’impianto.

I litri della fossa sono decisi da una tabella del 1977 e variano di qualche centinaio. I metri della subirrigazione sono decisi dal terreno e variano di un fattore cinque, perché la stessa famiglia ha bisogno di due metri di trincea per abitante in sabbia sottile e di dieci in argilla sabbiosa. E in argilla compatta non ha bisogno di trincea: ha bisogno di un’altra soluzione.

Nessun venditore di vasche dimensiona la dispersione, perché la dispersione non gliela paga nessuno. Eppure è la parte che decide se l’impianto durerà trent’anni o tre. Se hai un’ora di tempo e una vanga, la prova di percolazione ti dice in quale riga della tabella ti trovi, e vale più di qualunque preventivo.

Per la vasca, il calcolatore del volume parte dagli abitanti equivalenti e dai litri della Delibera. Ma il numero da mettere dentro va chiesto prima al Comune.

L'analisi dell'editor

Trovo istruttivo che l'unica cifra davvero solida di tutta questa materia — i 60 grammi di BOD5 al giorno dell'articolo 74 — sia anche l'unica che nessuno usa mai per parlare a un cliente. Tutto il resto è traduzione: da grammi a persone, da persone a metri quadrati, da metri quadrati a litri, e a ogni passaggio il numero si allarga a favore di chi vende. Se dovessi dare una sola istruzione a chi sta per comprare una fossa, sarebbe questa: fatti scrivere dal Comune quanti abitanti equivalenti ti attribuisce e con quale criterio, prima di chiedere il primo preventivo. Con quel foglio in mano, la scelta fra 100÷120 litri e 180÷200 nel comparto fango diventa una decisione tua — quante volte vuoi vedere l'autospurgo in trent'anni — e non una riga sul listino di qualcun altro.

Che cos'è un abitante equivalente?

Per l'art. 74 del D.Lgs 152/2006, il carico organico biodegradabile con una richiesta biochimica di ossigeno in 5 giorni pari a 60 grammi al giorno.

È lo stesso che una persona?

No: è una misura di carico. Per questo non si conta chi abita in casa oggi.

Perché il Comune non conta i residenti?

Perché i residenti cambiano e l'immobile no, e l'impianto va dimensionato per la sua vita utile.

Quanti grammi di BOD5?

Sessanta al giorno, misurati su cinque giorni.

Perché la definizione parla di cinque giorni?

Perché il BOD5 è la richiesta biochimica di ossigeno misurata su cinque giorni: è un metodo di misura, non una durata dell'impianto.

Serve anche per un impianto piccolo?

Sì. È l'unità con cui i regolamenti esprimono il carico, qualunque sia la dimensione.

Chi stabilisce quanti A.E. ha la mia casa?

Il regolamento comunale applicabile, con il criterio delle camere da letto o quello della superficie.

Serve per dimensionare la vasca?

Sì: è l'unità con cui si esprime il carico, e da lì derivano i volumi che chiede il regolamento.

Dove trovo la definizione?

Nell'articolo 74 del D.Lgs 152/2006, che la scrive testualmente.

Se in casa siamo in due, conto due A.E.?

No. Il conteggio non parte dai residenti ma dall'immobile, ed è il regolamento comunale a stabilire come.

Un mini appartamento quanti ne conta?

I regolamenti indicano 2-3 A.E.

Domande frequenti

Come si fa il dimensionamento di una fossa settica?

Allo stesso modo di una fossa biologica: sono la stessa vasca chiamata in due modi, e il calcolo parte sempre dall'abitante equivalente, non dal numero di persone che dormono in casa. Il problema non è la formula ma chi conta: lo stesso appartamento vale quattro o sei abitanti equivalenti secondo che il criterio lo fissi il Comune, il venditore o la norma. Per questo due preventivi per la stessa casa possono proporre volumi molto diversi senza che nessuno dei due stia sbagliando i conti.

Cos'è esattamente un abitante equivalente?

Non è una persona. L'articolo 74 del D.Lgs 152/2006 lo definisce come «il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a cinque giorni (BOD5) pari a 60 g di ossigeno al giorno». È un'unità di inquinamento, non di popolazione: per questo un bed and breakfast può valere molti più abitanti equivalenti dei letti che ha.

Quanti abitanti equivalenti ha la mia casa?

Dipende dal criterio che applica il tuo Comune, e i criteri non concordano. Per camere da letto: 1 AE per ogni camera fino a 14 mq, 2 AE se supera i 14 mq. Per superficie: 1 AE ogni 35 mq secondo un gestore idrico, ogni 34 mq secondo un Comune, ogni 25 mq secondo un calcolatore commerciale che si richiama a un decreto del 1968. Per volume: 1 AE ogni 100 mc di volume abitativo, oppure ogni 80 mc vuoto per pieno. Per vani catastali: un vano, un abitante equivalente.

Quanti litri deve avere una fossa Imhoff?

La Delibera del 4 febbraio 1977 indica per il comparto di sedimentazione 40÷50 litri per utente, e in ogni caso mai meno di 250÷300 litri complessivi anche per le vasche più piccole. Per il comparto fango prescrive 100÷120 litri pro capite se si eseguono almeno due estrazioni all'anno, e consiglia 180÷200 litri pro capite per le vasche più piccole con una sola estrazione annua.

E una fossa settica tricamerale?

Qui norme e produttori divergono moltissimo. Un regolamento edilizio comunale indica 0,400 mc per abitante equivalente, cioè 400 litri, e sale a 1 mc — mille litri — quando la tricamerale fa da trattamento preliminare a monte di una subirrigazione. Una scheda tecnica commerciale assume 200 litri per abitante equivalente per garantire 24 ore di residenza idraulica, e un'altra si ferma a 125-150 litri.

Una vasca più grande è più sicura?

Non necessariamente, e la logica di progetto suggerisce il contrario. Una vasca settica tradizionale è proporzionata su circa 12 ore di detenzione, mentre la Imhoff è calcolata su 4-6 ore per le portate di punta: proprio «grazie ai tempi di sedimentazione inferiori rispetto a quelli delle vasche tradizionali, vengono evitati l'instaurarsi di condizioni settiche, lo sviluppo di gas maleodoranti e la conseguente risospensione di parte dei solidi sedimentati». In Italia non esiste però una misura diretta di cosa faccia una vasca sovradimensionata: nessuno l'ha pubblicata, e va detto.

Cosa succede se non svuoto?

Il fango sottrae volume alla sedimentazione e si innescano «fenomeni di digestione anaerobica incontrollata» con «eccessive produzioni di biogas»; le bolle «concorrono alla risalita del materiale decantato», peggiorando l'effluente e generando odori. È il motivo per cui il comparto fango si dimensiona in funzione di quante volte all'anno passerà l'autospurgo.

Marco Rinaldi

Ricercatore ed editor di trattamento acque domestiche

Ricerca e cura guide indipendenti sugli impianti di trattamento domestico delle acque reflue, confrontando normativa (D.lgs 152/2006), prezzi reali e esperienze degli utenti.

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